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Crans-Montana, l’Italia chiede un risarcimento di almeno 300’000 euro

omaggio alle vittime di crans montana
Mercoledì 1° aprile 2026, Diana Forte, vice capo missione dell'Ambasciata d'Italia in Svizzera, ha reso omaggio alle vittime con un minuto di silenzio dopo aver deposto una corona di fiori. Keystone / Jean-Christophe Bott

Chiedendo un risarcimento di almeno 300'000 euro per i costi sostenuti nei soccorsi, la Repubblica italiana ha richiesto di costituirsi parte civile nel procedimento penale per l'incendio di Capodanno a Crans-Montana.

La Repubblica italiana ha di recente depositato la richiesta di costituirsi parte civile nel procedimento penale relativo alla tragedia di Capodanno di Crans-Montana. E intende così far valere pretese civili di almeno 300’000 euro per il danno subito, come rivela la Radiotelevisione svizzera in lingua francese RTSCollegamento esterno. che ha visionato la lettera di 7 pagine datata 29 aprile e indirizzata al Ministero pubblico vallesano.

Una somma che dovrebbero versare gli imputati in caso di condanna. Ma nel caso che si tratti di rappresentanti dello Stato, la responsabilità sarà della collettività. In altre parole, se funzionari o politici eletti di Crans-Montana dovessero essere condannati, sarebbe il Comune a dover pagare.

Ma prima che la repubblica possa far valere la pretesa di risarcimento, deve potersi costituire come parte civile, come si legge nello scritto redatto dall’avvocato Romain Jordan, che nell’ambito della vicenda rappresenta tra l’altro diverse famiglie di vittime dell’incendio.

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Il sostegno dell’Italia alla Svizzera

Uno scritto in cui il legale ricorda innanzitutto che nel rogo sono morti 6 cittadini italiani e altri 14 sono rimasti gravemente feriti. E aggiunge che nelle ore successive alla tragedia, l’Italia ha adottato numerose misure per fornire “sostegno alle autorità elvetiche”. L’avvocato Jordan cita in particolare l’invio di un elicottero della protezione civile con personale sanitario e tecnico, l’organizzazione dei trasferimenti medici d’urgenza dei cittadini italiani feriti, il sostegno psicologico ai familiari, l’invio di squadre di valutazione, il coordinamento e l’assistenza sanitaria, il supporto alle operazioni di identificazione delle vittime e il rimpatrio in aereo delle salme.

“Lesione diretta del patrimonio”

Secondo l’avvocato, le spese sostenute dall’Italia costituiscono “una lesione diretta del patrimonio”. La repubblica è quindi “legittimata a prendere parte al procedimento penale in qualità di parte civile”.

Nella sua lettera alle procuratrici responsabili dell’incarto, Romain Jordan spiega anche perché il danno può essere stimato in almeno 300’000 euro: si parla di 45’000 euro “per il sostegno psicologico e il supporto operativo”, 70’000 euro “per il trasferimento dei feriti in Italia”, e 120’000 euro “per il rimpatrio delle bare e delle famiglie interessate”.

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In attesa della decisione delle procuratrici

L’avvocato sottolinea comunque che il danno finanziario sarà ancora più importante. “Si tratta di una prima stima, limitata alle spese del Dipartimento della protezione civile, che dovrà essere completata con i costi supplementari sostenuti da altre amministrazioni e dalle regioni, in particolare quelli sanitari legati alla presa a carico dei feriti”.

Nel frattempo le procuratrici devono ancora decidere se consentire alla repubblica italiana di costituirsi parte civile nel procedimento penale. Una richiesta analoga era già stata depositata dal Comune di Crans-MontanaCollegamento esterno, ma era stata respinta.

“Le incomprensioni tra Berna e Roma” – 60 Minuti della RSI del 4 maggio 2026:

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