Crans-Montana, “la Lombardia ha subito ingenti danni diretti”
La Regione Lombardia ha deciso lunedì di costituirsi parte civile nel procedimento penale in relazione all'incendio avvenuto il primo gennaio a Crans-Montana. La richiesta della Regione ha concrete possibilità di essere accolta, sostiene l’avvocato svizzero Paolo Bernasconi, incaricato di tutelare gli interessi della Lombardia davanti alla giustizia elvetica.
La Giunta regionale lombarda ha dato il via libera, su proposta del presidente Attilio Fontana, alla costituzione della Regione come parte civile nel procedimento penale relativo all’incendio che, nella notte di Capodanno, ha devastato il locale Le Constellation a Crans-Montana. La tragedia è costata la vita a 41 persone, perlopiù giovani, e altre 115 sono rimaste ferite. Molte vittime risiedevano o risiedono in Lombardia.
La Regione Lombardia non è l’unico ente della Penisola che ha espresso la volontà di costituirsi parte civile. A fine aprile, anche lo Stato italiano ha depositato un atto in tal senso presso il Ministero pubblico del Canton Vallese.
A tutelare gli interessi della Regione Lombardia è stato chiamato l’avvocato svizzero Paolo Bernasconi. Da noi contattato, il legale ticinese ritiene che la richiesta delle autorità lombarda abbia buone probabilità di essere accolta.
Un danno diretto
In Svizzera, per essere ammessi in un procedimento penale come parte civile – o meglio come “accusatore privato”, secondo la terminologia del diritto processuale elvetico – bisogna aver subito un danno diretto. Per quanto concerne lo Stato italiano, questo danno diretto è tutt’altro che evidente. La Regione Lombardia, invece, “ha subito danni ingenti, ad esempio organizzando dei voli e garantendo dei ricoveri in ospedale”, sottolinea Bernasconi.
“L’evento – osserva in un comunicatoCollegamento esterno la Regione Lombardia – ha comportato un rilevante impatto sul sistema di Protezione civile e sanitario lombardo. Fin dalle primissime ore successive alla tragedia, il personale e i tecnici regionali si sono attivati per garantire attività di natura organizzativa, tecnico-gestionale e logistica d’emergenza; interventi sanitari e assistenziali immediati e di lungo periodo, tra cui i trasporti sanitari d’urgenza, i voli di collegamento, i ricoveri e le complesse prestazioni diagnostico-terapeutiche erogate presso le strutture ospedaliere della rete lombarda, in particolare l’Ospedale Niguarda di Milano”.
La richiesta della Regione sarà esaminata dapprima dal Ministero pubblico vallesano. Un precedente esiste già: dopo l’incendio, il Comune di Crans-Montana aveva tentato di costituirsi parte civile, ma la sua domanda era stata bocciata sia dalla procura sia dal Tribunale cantonale. Il motivo? Pur riconoscendo il grave danno reputazionale subito dalla località, i giudici hanno ritenuto che il Comune fosse stato colpito solo indirettamente dalle conseguenze della tragedia.
Accedere agli atti
Il passo intrapreso dalle autorità lombarde ha un duplice obiettivo: “Supportare l’accertamento delle responsabilità penali e delle dinamiche del disastro e ottenere il totale risarcimento dei danni patrimoniali (spese vive mediche, di trasporto e assistenziali) e non patrimoniali subiti dall’Ente e dalla comunità lombarda”, prosegue la nota del Pirellone.
“Costituirsi parte civile significa poter partecipare, fare domande”, osserva Paolo Bernasconi.
Ma vi è una seconda procedura, altrettanto importante: la domanda di potere accedere agli atti procedurali. “In questo caso non è necessario aver subito un danno diretto”, spiega l’avvocato ticinese. “Possono farne richiesta tutti i terzi che hanno un interesse giuridico a poter consultare questi atti, ad esempio perché intendono domandare un risarcimento”.
Vi sono state e continueranno ad esserci spese molto importanti, non da ultimo perché le cure delle persone ustionate costano molto. “Chi coprirà le spese? Attualmente, tra Confederazione, Cantone, Comune, assicurazioni e fondazione per le vittime vi è una selva ancora intricata per sapere chi risarcirà. Per sciogliere questo punto interrogativo è necessario poter accedere agli atti”, conclude Bernasconi.
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