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ComitesApp, la Svizzera in tasca

due bandiere
Per chi arriva dall'Italia, le peculiarità svizzere sono talvolta difficili da comprendere. Keystone / Alessandro Della Bella

Un progetto durato quattro anni e sostenuto dal Ministero degli esteri e della cooperazione internazionale (MACIE) ha portato alla nascita di un'applicazione gratuita e di servizio pubblico. ComitesApp contiene una grande quantità di informazioni pratiche per chi si appresta a trasferirsi in Svizzera, o già vive nel Paese.

Come funziona il sistema sanitario elvetico? Se affitto un appartamento, devo sottoscrivere un’assicurazione? Ma se lavoro a tempo pieno, la creatura dove la metto? Chi si trasferisce in Svizzera, spesso non sa che pesci prendere. Alcuni aspetti del vivere insieme, e tanti che riguardano la burocrazia quotidiana, sono governati da regole completamente diverse da quelle di altri Paesi. “Ho visto parecchi casi di persone che arrivano qui dall’Italia e non sanno come orientarsi. Il passaparola può essere utile, ma spesso ricevi informazioni confuse, imprecise, o addirittura scorrette, magari perché non aggiornate”. Gesualdo Casciana fa parte da un decennio del Comitato italiani all’estero (Comites) di Losanna. È arrivato in Svizzera dalla zona di Como e Varese nel 2007, per ragioni familiari. A partire dalla sua esperienza personale, e da quella di persone che si rivolgono al Comites in cerca di lumi, una volta eletto al suo secondo mandato nell’istituzione per l’italianità all’estero, Casciana ha avuto un’idea brillante per aiutare chi arriva nel Paese, ma anche chi ci abita da tempo.

Così, dopo una lunga gestazione, è nata ComitesApp. Ovvero, tutte le informazioni fondamentali per vivere in Svizzera a portata di mano, raccolte in un unico luogo virtuale. “Ci siamo chiesti se fare un sito web. Ma anche pensando alla generazione non digitale, dal principio mi è sembrato che un’applicazione per smartphone potesse avere più senso. Non tutte le persone anziane sanno usare un computer. Ma quasi tutte, ormai, hanno un telefono di nuova generazione”, ragiona Casciana.

Quattro anni di gestazione

Michele Scala è il presidente del Comites di Losanna e con entusiasmo racconta a tvsvizzera.it il lungo percorso che ha portato alla ComitesApp. Dall’idea iniziale di Casciana, un ruolo fondamentale l’hanno giocato il Consolato d’Italia a Losanna, e poi l’Ambasciata italiana a Berna. “Ci hanno incoraggiato e sostenuto dal primo giorno, perché hanno compreso il potenziale di questo progetto. E ci hanno in particolare aiutato a reperire i fondi necessari”. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) ha infine contribuito al progetto con 41’000 euro. Dall’iniziale idea al prodotto attuale, ci sono voluti quattro anni.

Disponibile sulle piattaforme Apple e Google Play, ComitesApp è gratuita. Contiene una notevole quantità di informazioni, scritte in linguaggio semplice e ben divise per argomenti. C’è una summa di tutto quello che c’è da sapere se si abita in Svizzera, dai fatti della vita quotidiana a quelli straordinari come il divorzio, un funerale o il riconoscimento di un figlio naturale. Ma anche come esercitare i diritti politici, come funzionano la tassazione, l’associazionismo, il sistema scolastico e quello pensionistico. Oltre a tutto lo scibile sulla burocrazia elvetica, ComitesApp guida l’utente nelle questioni che riguardano gli affari consolari, grazie ad una specifica sezione che non è scritta in linguaggio da iniziati, ma che al contrario riesce nella magia di far sembrare una pratica burocratica italiana tutto sommato facile da risolvere.

Rimanere coi piedi per terra

“Il punto è che tutte queste informazioni ovviamente sono già a disposizione, in particolare nei diversi siti istituzionali. Tuttavia, preparando questo progetto ci siamo resi conto che è la frammentazione, il vero problema”, racconta Scala. La scelta è allora stata non solo di riunire i pezzi del puzzle in un solo luogo di facile accesso. Ma anche di linkare all’interno di ogni capitolo la fonte primaria di riferimento ovvero le istanze svizzere e italiane che si occupano di una specifica faccenda.

“Qualcuno ci è venuto a dire, che in fondo questa App sarebbe una mera raccolta di informazioni e link. Certo, è esattamente così”, lancia Casciana. “All’inizio del progetto, abbiamo ragionato con un brainstorming a tutto campo e c’erano anche idee fantastiche, ma complesse. Come l’accesso diretto alle banche dati del MACIE e delle autorità elvetiche – bello, ma assai complicato da realizzare. Abbiamo deciso di rimanere con i piedi per terra e dedicarci alla messa a punto di uno strumento essenziale, grazie al quale sia possibile trovare e comprendere le informazioni. Anche il Consolato ci ha incitato a partire con qualcosa che fosse più semplice possibile. Un inizio, che possa essere ulteriormente sviluppato in futuro”.  

L’esercizio è senza dubbio riuscito. La ComitesApp è leggera, si naviga con estrema facilità e riesce nel portento di farti trovare velocemente cosa cerchi. Questo breve videoCollegamento esterno illustra con parole semplici come usarla. Si può utilizzare senza inserire dati personali. Oppure caricando i propri documenti, il che consente all’ App di inviare notifiche per avvisare se per esempio la carta d’identità sta per scadere. Ed è proprio in questo ambito una delle future potenzialità dello strumento: alleggerire il lavoro della rete consolare, diminuendo il numero di persone che scoprono all’improvviso che un documento non è più valido, con il conseguente disagio per cittadinanza e istituzioni. In questo senso, l’iniziativa si propone anche di rafforzare il legame tra la cittadinanza italiana all’estero e i servizi consolari. Già ora, laddove si confermi la residenza estera, l’App segnala la necessità di iscriversi all’Anagrafe degli italiani all’estero (A.I.R.E.), fornisce le indicazioni per farlo, e spedisce notifiche per ricordare che si tratta di un obbligo di legge, la cui inosservanza si traduce in sanzioni piuttosto salate.

Altri sviluppi

Lavoro volontario

Quanto allo sviluppo, racconta Michele Scala che il lavoro tecnologico è stato affidato a una società della provincia di Varese specializzata in App. Mentre studenti e studentesse dell’Università di Losanna “ci hanno aiutato a raccogliere le informazioni, in base alle nostre indicazioni. Sono stati pagati conformemente a quanto prevede la legislazione svizzera”. Molto lavoro gratuito, invece, è stato prestato dal Comites di Losanna perché, dice Scala, “c’è voluto un impegno certosino soprattutto per la verifica di ogni elemento fattuale, e di ogni singola frase del testo”. Tanto lavoro, dice, è stato in particolare prestato dall’ideatore Gesualdo Casciano. Che oggi, sorridendo, ammette: “Quando ho lanciato l’idea, sinceramente non sapevo cosa mi aspettasse, né sapevo da dove cominciare”. Casciano, un appassionato dell’impegno volontario nell’interesse pubblico, si è buttato a testa bassa nel progetto.

Finora, hanno aderito a ComitesApp il Comites di Zurigo e quello del Vallese. La speranza è che anche gli altri si facciano avanti per entrare in un progetto che ha nel frattempo sollecitato l’interesse di alcuni Cantoni. Potrebbe infatti, tradotto in altre lingue, diventare uno strumento prezioso per persone che immigrano in Svizzera da altri Paesi. I prossimi passi, conclude Casciano, sono già in fase di sviluppo: “Pensiamo di aggiungere una chatbot che risponda a domande puntuali, per orientare chi usa la App a trovare più velocemente i contenuti di cui ha bisogno. Il finanziamento resta cruciale: speriamo che Roma continui a sostenere questo progetto. In prospettiva, potrebbe contribuire anche, per esempio, a snellire le procedure di rinnovo dei documenti. Intanto, è importante che la ComitesApp sia scaricata, e utilizzata”.

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