La televisione svizzera per l’Italia

Ceuta, la crisi che incrina l’asse Roma-Madrid

sanchez e meloni
Keystone-SDA

Il botta e risposta tra la Spagna e l’Italia dopo quanto successo a Ceuta continua a suscitare commenti e analisi sulla stampa svizzera. Questa settimana vi parliamo anche di Beppe Fenoglio, di scarpe Made in Italy ma con la croce svizzera e di set-jetting.

La controversia su Ceuta “tocca le fondamenta dell’UE”

Il tema migratorio è sempre al centro del dibattito europeo e anche la stampa svizzera dedica ampio spazio a quanto sta avvenendo sull’asse Roma-Madrid. L’arrivo di oltre 70’000 persone a Ceuta, la maggior parte delle quali già rimpatriate in Marocco, ha spinto il Governo italiano a introdurre controlli sui viaggiatori provenienti dalla Spagna. Per ritorsione, le autorità spagnole hanno fatto altrettanto, dando così vita a un inedito confronto all’interno dell’area Schengen.

La portata della controversia va oltre la questione delle frontiere. Secondo il Tages-AnzeigerCollegamento esterno, “la disputa mostra non solo quanto sia fragile lo spazio Schengen senza controlli alle frontiere, ma tocca anche le fondamenta dell’Unione Europea”. I controlli interni, normalmente giustificati da esigenze di sicurezza, sono diventati uno strumento di pressione politica tra due governi che fino a poco tempo fa collaboravano strettamente sui dossier migratori. Come ricorda Le TempsCollegamento esterno, prima della crisi Roma e Madrid erano accomunate dalla richiesta di una maggiore solidarietà europea nella gestione delle frontiere esterne. Oggi, invece, “la crisi di Ceuta sembra aver spezzato questa solidarietà”.

Molti commentatori attribuiscono l’escalation soprattutto a ragioni di politica interna. Le Temps osserva che Meloni è insidiata alla sua destra dalle forze sovraniste più radicali, mentre Sánchez cerca di rafforzare la propria posizione in un momento politicamente delicato.

Ancora più severo il commento pubblicato dal giornale orientato a sinistra Le CourrierCollegamento esterno, secondo cui l’episodio di Ceuta avrebbe dato vita a “un’ondata di manipolazioni e a un’esplosione di retorica nelle file dell’estrema destra europea”. Anche la narrazione di una nuova emergenza migratoria continentale viene messa in discussione. La Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno ricorda che, prima degli eventi di Ceuta, gli arrivi irregolari in Italia e Spagna erano tornati su livelli simili e in diminuzione rispetto agli anni precedenti. “La destra e l’estrema destra hanno semplicemente inventato un’emergenza continentale che non esiste”, scrive Le Courrier.

La vicenda di Ceuta si è intrecciata con un altro dossier delicato: l’applicazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Germania e Svizzera chiedono all’Italia di riprendere pienamente i trasferimenti delle persone richiedenti l’asilo previsti dal regolamento di Dublino. Roma, però, prende tempo, rileva in un altro articolo la Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno. Da quando le autorità italiane hanno sospeso le riammissioni, la Svizzera ha esaminato circa 3’500 domande d’asilo che, secondo le regole di Dublino, avrebbero dovuto essere trattate dall’Italia.

Ogni settimana proponiamo un riassunto dei temi che riguardano l’Italia di cui si è occupata la stampa della Svizzera tedesca e francese. Se vi interessa riceverla comodamente nella vostra casella di posta elettronica, potete abbonarvi alla nostra newsletter gratuita “La selezione della settimana”.

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Un gruppo di partigiani nel nord Italia nel 1944. Keystone-SDA

Beppe Fenoglio, la Resistenza raccontata senza retorica

Una nuova traduzione in tedesco del primo romanzo di Beppe Fenoglio, I 23 giorni della città di Alba, dà l’occasione questa settimana al settimanale WochenzeitungCollegamento esterno di tornare sulla figura di uno dei più importanti autori italiani del Dopoguerra. “Resistenza senza pathos”, è il titolo dell’articolo, nel quale il giornalista sottolinea come lo scrittore piemontese offra un ritratto della Resistenza lontano da ogni idealizzazione, restituendo la complessità umana e politica della lotta contro il fascismo.

Nato ad Alba nel 1922, Fenoglio partecipò in prima persona alla Resistenza dopo l’8 settembre 1943, ricorda la Wochenzeitung. Le sue esperienze confluirono nella raccolta I ventitré giorni della città di Alba, che descrive partigiani spesso giovani, male armati e inesperti. Lo scrittore mostra senza filtri le difficoltà della guerriglia, segnata da indisciplina, rivalità personali e profonde divisioni ideologiche tra comunisti, socialisti, anarchici, monarchici e militanti del Partito d’Azione.

Fenoglio – scrive la Wochenzeitung – racconta una realtà in cui la lotta contro nazisti e fascisti si intreccia con un conflitto civile e sociale. L’articolo ricorda che tra il 1943 e il 1945 in Italia si combatterono contemporaneamente “una lotta di liberazione nazionale contro le truppe di occupazione tedesche, una resistenza antifascista contro i collaboratori di Mussolini e una guerra civile di classe contro le élite che avevano reso possibile il regime fascista”.

Questa rappresentazione realistica suscitò critiche già alla fine degli anni Quaranta. Come osserva il giornale svizzero, Fenoglio descriveva la Resistenza “così come l’aveva vissuta, senza prenderne le distanze”, e il suo rifiuto dell’eroizzazione “non deve essere confuso con la neutralità”.

La recensione evidenzia inoltre il valore politico della sua opera. Secondo i curatori di questa nuova edizione, Fenoglio voleva “preservare l’eredità della Resistenza dai suoi stessi apologeti, per poterla difendere con maggiore efficacia contro il revisionismo che si stava profilando”.

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Un modello destinato agli atleti e alle atlete della delegazione svizzera che hanno partecipato alle Olimpiadi di Tokyo che si sono svolte nel 2021. Keystone / Peter Klaunzer

Made in Italy, ma con la croce svizzera

La controversa riforma che consente di apporre la croce svizzera anche su prodotti non fabbricati in Svizzera comincia ad avere effetti concreti sull’industria manifatturiera elvetica. La Kybun-Joya, azienda sangallese specializzata in calzature, ha annunciato il trasferimento di parte della produzione in Italia, pur continuando a utilizzare il simbolo nazionale svizzero.

La modifica normativa, già ribattezzata “Lex On”, prende il nome dal marchio svizzero di scarpe sportive On. Dopo una lunga vertenza, questa multinazionale ha ottenuto dall’Istituto federale della proprietà intellettuale la possibilità di apporre la croce svizzera sulle sue scarpe da corsa. Anche se la produzione delle calzature avviene in Asia, la ricerca e lo sviluppo sono a Zurigo e questo ormai basta per poter utilizzare l’agognato marchio. La decisione ha suscitato forti critiche da parte di numerose imprese e delle associazioni economiche.

Al BlickCollegamento esterno l’amministratore delegato della Kybun-Joya, Claudio Minder, dichiara che la nuova norma proprio non gli piace. “Per noi è una sconfitta, ma non vogliamo morire da ‘studenti modello’ mentre altri piegano le regole a proprio vantaggio”, afferma. L’azienda ha già trasferito circa 40 dei 200 posti di lavoro dalla fabbrica di Sennwald in Italia. La rivista economica BilanzCollegamento esterno ricorda che produrre nella vicina Penisola costa circa il 35% in meno rispetto alla Svizzera, rendendo difficile giustificare il mantenimento della produzione sul territorio nazionale.

Dalle colonne del quotidiano 24heuresCollegamento esterno, lo stesso Minder osserva che per la sua azienda il mercato arabo è particolarmente importante. “Vendiamo lì l’80% delle nostre scarpe con la croce svizzera. Come è noto, nel modo arabo gli uomini indossano generalmente tuniche bianche di cotone”, spiega il CEO della Kybun-Joya. Per distinguersi, attribuiscono grande importanza agli orologi originale o alle scarpe con la croce svizzera. Poiché questo marchio “non è più legato alla produzione, nulla giustifica l’assunzione di costi più elevati nel Paese”, scrive 24heures.

La vicenda potrebbe tornare sui banchi del Parlamento. L’Unione svizzera delle arti e mestieri è contraria a questa nuova regolamentazione e diversi membri del Legislativo hanno avviato iniziative per tornare alle regole precedenti. Ci vorrà però del tempo. Secondo Minder, una correzione potrebbe richiedere non meno di tre o quattro anni.

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Cala Rossa sull’isola di Favignana. Keystone-SDA

L’effetto Odissea su Favignana

Il nuovo film di Christopher Nolan Odissea sta facendo felici non solo i proprietari delle sale cinematografiche di tutto il mondo, ma anche gli operatori turistici di Favignana, riporta questa settimana il BlickCollegamento esterno. “Oltre alla trama e al cast stellare, a rimanere impressi nella memoria sono anche i paesaggi mozzafiato” dell’isola al largo della Sicilia, dove il film è stato in gran parte girato, scrive il giornale. I primi effetti si fanno già sentire. Dall’uscita della pellicola, le prenotazioni per le vacanze sono aumentate del 20% e nei prossimi anni si stima che l’indotto potrebbe raggiungere i 500 milioni di euro. Una somma enorme per un’isola che conta circa 4’500 abitanti.

Della pubblicità potrebbe però approfittare anche la vera isola natia di Ulisse, sottolinea 24heuresCollegamento esterno. Benché a Itaca non sia stata girata una sola scena, l’isola greca – rimasta un po’ al di fuori del circuito turistico – spera di trarre vantaggio dalle ricadute pubblicitarie del film di Nolan. Quando vengono a Itaca, “tutti mi dicono: vogliamo una vacanza, vogliamo un posto bello, ma vogliamo anche la storia”, sottolinea nell’articolo l’archeologo e filologo Spyros Couvaras.

Il fenomeno del set-jetting, ovvero il viaggio verso luoghi resi famosi da film e serie TV, ha però anche risvolti problematici. Ad esempio, in Svizzera la località di Iseltwald, sulle rive del lago di Brienz, è presa d’assalto dopo essere stata vista da centinaia di migliaia di persone nella serie sudcoreana Crash Landing on You. In Italia la stessa sorte è toccata recentemente a una già molto popolare Taormina, set della serie The White Lotus. L’effetto Game of Thrones è invece ben palpabile a Dubrovnik, che “con 27 turisti per abitante figura tra le destinazioni più sovraffollate al mondo”, rileva il Blick. Una situazione che ha spinto le autorità dell’antica Ragusa a limitare l’attracco delle navi da crociera e a introdurre un sistema di prenotazione per la visita delle mure.

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