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Cardiochirurgia nella bufera, fra Italia e Svizzera

Un uomo con le mani sugli occhi seduto a fianco a una donna.
5 maggio 2026. Conferenza stampa sulla chiusura dei lavori della commissione d’inchiesta. Keystone / Michael Buholzer

Eccesso di mortalità, presidi medici problematici, conflitti di interesse. L’Ospedale universitario di Zurigo e l’allora direttore di Cardiochirurgia, l’italiano Francesco Maisano, al centro di una tempesta che promette risvolti legali.

All’Ospedale San Raffaele di Milano è possibile prenotare per questa settimana un appuntamento in “regime privato” con il cardiochirurgo Francesco Maisano. Il sito della struttura contiene il curriculum del luminareCollegamento esterno e fra le sue specialità menziona “la riparazione e sostituzione percutanea della valvola mitrale (MitraClip, Cardioband, Tendyne, Cardiovalve, etc)”. Quello che il sito non dice, è che in Svizzera sia Maisano che Cardioband sono al centro di una travolgente bufera mediatica e politica, con interessamento della Procura. Il medico italiano è stato dal 2014 al 2020 direttore della Cardiochirurgia all’Ospedale universitario di Zurigo (USZ).

Il caso è noto nella Confederazione dal maggio 2020, quando una lunga serie di articoliCollegamento esterno realizzata dalla cellula d’inchiesta del quotidiano Tages-Anzeiger sollevò il coperchio su accuse di conflitti di interesse per impianti presentati come ineccepibili anche in casi di evidente fallimento in sala operatoria. La vicenda tenne banco sui media di lingua tedesca per mesi fra rivelazioni sconcertanti, perizie e accuse incrociate, e una gravissima crisi d’immagine per l’ospedale universitario zurighese.

Inchieste e denunce

All’origine delle rivelazioni c’era un altro cardiochirurgo, del quale nel frattempo è noto il nome. André Plass, all’epoca primario USZ, nell’estate del 2019 cominciò a indagare su una serie di casi che riteneva estremamente problematici. Il 12 dicembre 2019 inoltrò un dossier di 42 pagine alla direzione dell’ospedale, con titolo “whistleblowing”, ovvero: rivelazioni confidenziali che arrivano dall’interno della struttura. In particolare, il chirurgo analizzava 12 casi sui quali esprimeva il sospetto che fossero stati commessi gravi errori medici. L’ospedale incaricò uno studio legale di verificare i contenuti della denuncia. Da quel momento, si aprì una controversia che andò avanti per mesi, e che fu all’epoca minuziosamente ricostruita dal Tages-Anzeiger.

Il cardiochirurgo Francesco Maisano.
Il cardiochirurgo Francesco Maisano nel 2015, quando divenne direttore USZ. Keystone

Seguì una spirale vertiginosa di iniziative spesso contradditorie da parte dell’USZ, a partire dal trattamento riservato a Plass, messo sotto pressione perché si astenesse da qualunque dichiarazione sul caso, poi licenziato, poi di nuovo assunto, per essere infine allontanato definitivamente dall’ospedale. Maisano, intanto, dopo settimane di silenzio inviò una presa di posizione di 123 pagine al quotidiano zurighese, e si affidò ai servizi di un’agenzia di pubbliche relazioni per lottare contro quella che definì una campagna diffamatoria a mezzo stampa. Fra le molte rivelazioni di quel periodo, il settimanale Der Beobachter puntò il dito sui titoli del chirurgo italiano, che in Svizzera divenne professore pur non avendo conseguito un dottoratoCollegamento esterno, caso straordinario per il Paese. Francesco Maisano nel settembre 2020 è stato a sua volta allontanato dall’ospedale universitario di Zurigo. Il contratto con l’USZ si è tecnicamente concluso a febbraio 2021 e già in marzo dello stesso anno, Maisano ha ripreso la sua attività clinica, di ricerca e di insegnamento a Milano, dove lavora ancora oggi.

Eccesso di mortalità

Dopo quasi sei anni, il caso è ora tornato di scottante attualità per la conclusione dei lavori di una commissione amministrativa incaricata dall’USZ di fare luce sull’eccesso di mortalità nella clinica di chirurgia cardiaca sotto la direzione di Maisano. I risultati dell’indagine sono stati presentati il 5 maggio in una conferenza stampa ad alta intensità. Secondo il rapporto della commissione, lungo 216 pagine, nel periodo tra il 2016 e il 2020 su circa 4’500 interventi chirurgici, si sono verificati da 68 a 74 decessi in più rispetto a quanto ci si sarebbe potuto statisticamente aspettare. Su un totale di 263, undici decessi sono stati giudicati “inattesi”, 64 “abbastanza inattesi”.

Il servizio del TG 20.00 della RSI del 5 maggio 2026: 

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Il presidente del Consiglio d’amministrazione dell’ospedale, André Zemp, si è mostrato affranto davanti ai media. E ha dichiarato: “I risultati ci hanno sconvolto”. Il rapporto punta il dito su un complessivo fallimento gestionale, attribuendo tuttavia responsabilità di peso a Francesco Maisano. Fra le criticità sollevate ci sono le assenze del chirurgo, accusato di non aver seguito adeguatamente colleghi meno esperti. Pesantissime, nel complesso, le accuse al suo operato. Accuse che Maisano, in una dichiarazione alla commissione, ha respinto al mittente. L’ospedale si è scusato con le persone coinvolte e con le loro famiglie. Ventiquattro casi sono stati inoltrati dall’USZ alla Procura zurighese, presso la quale già tre denunce contro ignoti sono all’esame per omicidio colposo, gravi lesioni personali colpose e falsificazione di documenti.

In seguito alla pubblicazione del rapporto della commissione amministrativa, l’Ospedale universitario di Zurigo (USZ) ha comunicato un numero di telefono per persone che siano state curate nel suo reparto di Cardiochirurgia fra il 2015 e il 2020.

Il servizio è gestito dall’USZ in collaborazione con un gruppo di esperti e con una rappresentanza dell’Organizzazione di tutela dei pazienti. Chiamando il +41 44 255 70 70 si può esporre il proprio caso, porre domande. Non è escluso che a seguito della presa di contatto, si possano inoltrare richieste di risarcimento.

Meglio tardi che mai?

Il lavoro della commissione è durato due anni, diretto dall’ex giudice del Tribunale federale Niklaus Oberholzer, ed è costato circa due milioni di franchi. Sotto il profilo medico, alla guida c’è stato il cardiochirurgo René Prêtre, che ha raccontato dalle colonne de Le Matin Dimanche di avere affidato a tre diversi colleghi l’analisi dei decessi avvenuti fra il 2016 e il 2020. La squadra di clinici sarebbe rimasta particolarmente perplessa sulla scelta di utilizzare un dispositivo ancora poco conosciuto su pazienti relativamente giovani.

La promessa innovazione del controverso Cardioband, infatti, risiedeva nell’evitare interventi a cuore aperto, che per pazienti fragili o anziani pongono più rischi. Francesco Maisano ha contribuito allo sviluppo del dispositivo e aveva interessi finanziari nel suo utilizzo, interessi che Insideparadeplatz.ch ha ora ricostruito nei dettagliCollegamento esterno. Il rapporto della commissione evidenzia che i legami del medico con l’industria erano stati definiti “eccellenti (forse anche troppo, sotto alcuni aspetti)” nell’esame preliminare alla sua assunzione all’USZ, esame che era stato affidato a una società esterna di consulenza.

Nel frattempo, negli ospedali svizzeri si scava negli archivi. L’Inselspital di Berna ha confermato che il Cardioband è stato impiantato in 36 occasioni e che l’ospedale ha avviato un’indagine interna. A Lucerna, il dispositivo è stato utilizzato una sola volta. Il Cardiocentro di Lugano l’ha usato su tre pazientiCollegamento esterno. L’impianto dal 2024 non è più omologato per il mercato europeo

La direttrice dell’USZ, Monika Jänicke, ha espresso in un’intervista alla SonntagsZeitung gratitudine nei confronti dell’informatore che ha dato il via alle indagini. C’è da dubitare, che il tardivo mazzo di fiori abbia scatenato salti di gioia nell’ex chirurgo. Per Plass, infatti, le conseguenze sono state catastrofiche: reputazione in frantumi, tanto che da allora non ha mai più lavorato come cardiochirurgo. Oggi è un parlamentare nel canton Svitto. Due anni fa aveva raccontato alla Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS: “Non ci sono stati solo decessi, ma anche pazienti gravemente feriti, lesioni, crisi cardiache e operazioni inutili, che si sarebbero forse potute evitare”.

L’intervista di Plass ripresa dal TG 20.00 della RSI del 5 maggio 2026:

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Reazioni dalla politica

La Neue Zürcher Zeitung ha ricordatoCollegamento esterno che la commissione cantonale di sorveglianza nei settori dell’educazione e della sanità nel 2021 aveva difeso Francesco Maisano, definendolo vittima di una tempesta mediatica in conseguenza di una “faida interna all’ospedale”. L’aria a Zurigo è però cambiata, dopo i risultati dell’inchiesta appena resi pubblici dall’USZ. In Parlamento a Zurigo, diversi partiti hanno chiesto che una commissione d’indagine approfondisca i fatti.

Su incarico del Parlamento nazionale, proprio in questi giorni il Consiglio federale ha proposto di regolamentare la materiaCollegamento esterno dei dispositivi medici e dei conflitti di interesse, postulando che “la dispensazione e l’uso di dispositivi medici devono essere esenti da incentivi finanziari e basarsi esclusivamente su aspetti di natura medica”. La procedura di consultazione sul testo andrà avanti fino all’estate.

In cotanto trambusto, Francesco Maisano ha scelto il silenzio. Richieste di commento da parte di media svizzeri e italiani sono cadute nel vuoto. L’Ospedale San Raffaele non ha risposto a una richiesta d’informazioni inviata da tvsvizzera.it. Maisano continua a lavorarvi come cardiochirurgo, ad insegnare all’Università Vita-Salute che è collegata al nosocomio privato milanese, e a essere membro della Commissione etica regionale della Valle d’Aosta.

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