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Alpi a due velocità: la morsa del traffico pesante e la “rivolta” del Brennero

Cartelli stradali in cima al passo del Brennero che indicano Innsbruck e Bolzano.
EPA/JAN HETFLEISCH

La chiusura totale dell’autostrada del Brennero prevista il 30 maggio per una manifestazione ambientalista riaccende con forza il dibattito sul transito dei mezzi pesanti attraverso le Alpi.

L’evento, che minaccia di paralizzare il principale asse di collegamento tra Italia e Nord Europa, mette in luce una discrepanza strutturale tra la gestione dei valichi in Svizzera e quella lungo il corridoio del Brennero. Mentre la Confederazione ha progressivamente ridotto l’impatto del traffico stradale trasferendo la maggior parte delle merci sulla rotaia, il valico italo-austriaco si trova oggi a gestire volumi quasi tre volte superiori.

Il blocco del 30 maggio: otto ore di paralisi nel cuore dell’Europa

Il 30 maggio 2026 si preannuncia come una giornata da “bollino nero” per la viabilità transalpina. Dalle 11 alle 19, l’autostrada austriaca A13 del Brennero e l’intera rete stradale secondaria adiacente resteranno chiuse al traffico in entrambe le direzioni, nel tratto tra Schönberg e il confine italo-austriaco. Per i mezzi pesanti le restrizioni scatteranno già dalle 9.

>>Qui i dettagli della chiusura pubblicati dal Land TiroloCollegamento esterno

La chiusura è il risultato di una mobilitazione popolare promossa da Karl Mühlsteiger, sindaco del comune tirolese di Gries am Brenner, nella valle del Wipptal. Gli abitanti della regione protestano contro gli effetti insostenibili del traffico di transito – rumore, inquinamento atmosferico e qualità della vita – e chiedono nuove barriere antirumore e il mantenimento dei divieti notturni e festivi per i camion.

La manifestazione, che si svolgerà fisicamente in un’area di sosta autostradale, è stata formalmente autorizzata dal Tribunale amministrativo del Tirolo. I giudici austriaci hanno ribaltato i precedenti divieti imposti dalle autorità distrettuali di Innsbruck, stabilendo che negare il diritto di riunione sulla base dell’eccessivo traffico stradale equivarrebbe a cancellare di fatto la libertà costituzionale di manifestare.

Le reazioni politiche e l’allarme delle imprese italiane

La decisione unilaterale delle autorità tirolesi ha provocato una forte reazione da parte delle istituzioni e delle associazioni di categoria italiane. I presidenti delle Province autonome di Bolzano e Trento, Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti, hanno espresso irritazione per una chiusura non concordata che rischia di mettere in crisi la viabilità dell’intero Nord Italia.

Sul fronte economico, Andrea Pellegrini, presidente di FAI Conftrasporto del Trentino, ha definito il provvedimento, in una dichiarazione al quotidiano online Il Dolomiti, “un attacco diretto alla sopravvivenza delle imprese e alla sicurezza degli autisti”. Secondo le stime delle associazioni di categoria, il blocco forzato di oltre 35’000 veicoli genererà un effetto domino, con code chilometriche dal confine fino alla provincia di Trento e all’innesto con l’autostrada A4 a Verona.

La data scelta per la protesta rende la situazione ancora più critica: il 30 maggio cade in un fine settimana ad altissima densità turistica, tra il ponte di Pentecoste, la Festa della Repubblica del 2 giugno e il Corpus Domini (4 giugno). Si tratta di uno dei periodi di maggiore afflusso di vacanzieri tedeschi e austriaci verso le località balneari italiane, con effetti che, secondo gli esperti, potrebbero protrarsi anche nelle 24-48 ore successive alla riapertura del valico.

Le previsioni dell’USTRA: la Svizzera non sarà presa d’assalto

Di fronte alla prospettiva del blocco del 30 maggio, si potrebbe ipotizzare uno spostamento del traffico verso i valichi svizzeri del San Gottardo (autostrada A2) e del San Bernardino (autostrada A13). Tuttavia, l’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha ridimensionato queste previsioni.

Il portavoce Thomas Rohrbach, interpellato da Keystone-ATS, ha spiegato che la chiusura temporanea di otto ore non dovrebbe comportare un trasferimento massiccio di traffico pesante verso la Svizzera. Un autotrasportatore abituato alla rotta del Brennero non può infatti improvvisare una deviazione attraverso la Confederazione senza aver assolto agli obblighi della TTPCPCollegamento esterno (Tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni) e alle procedure doganali extra-UE. La Svizzera, infatti, non fa parte dello spazio doganale europeo.

L’USTRA prevede comunque un volume di traffico elevato tra metà maggio e metà giugno, dovuto principalmente ai flussi turistici stagionali legati alle festività e alle vacanze scolastiche nei Paesi limitrofi. L’USTRA raccomanda ai viaggiatori di informarsi preventivamente e pianificare gli spostamenti.

Brennero vs Svizzera: i numeri di un divario strutturale

Secondo il Verkehrsclub Österreich (VcöCollegamento esterno), associazione austriaca per la mobilità sostenibile, nel 2025 lungo l’asse del Brennero sono transitati 2,42 milioni di mezzi pesanti. Sui quattro principali passaggi alpini svizzeri (Gottardo, San Bernardino, Sempione e Gran San Bernardo) il totale è stato di 0,86 milioni, cioè quasi tre volte meno. Su base giornaliera, ciò si traduce in flussi di circa 6’500-7’000 camion al Brennero contro circa 2’000 al Gottardo.

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Un divario che non si spiega con la sola geografia, ma con scelte politiche e infrastrutturali divergenti. Negli ultimi 25 anni il traffico pesante in Svizzera è diminuito di circa un terzo, grazie a pedaggi elevati e politiche di trasferimento modale. Al Brennero, invece, è aumentato del 50%, con ulteriori incrementi anche nel 2025 e nei primi mesi del 2026. Questo squilibrio rende il valico italo-austriaco il principale hotspot alpino e ne spiega la crescente pressione politica e sociale.

Due modelli politici a confronto

La Svizzera persegue da oltre trent’anni una politica di trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia, sancita a livello costituzionale dall’Iniziativa delle Alpi (1994). Il modello elvetico si basa su un sistema integrato di strumenti che si rafforzano a vicenda. La TTPCP (Tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni) impone un pedaggio elevato ai camion sopra le 3,5 tonnellate, rendendo il transito stradale attraverso la Confederazione economicamente svantaggioso per le lunghe distanze. I proventi sono stati reinvestiti nelle Nuove trasversali ferroviarie alpine (Alptransit), tra cui la Galleria di base del San Gottardo.

>>Il rapporto sullo stato del trasferimento del traffico pesante attraverso le Alpi 2025Collegamento esterno

Il risultato è che oggi oltre il 70% delle merciCollegamento esterno che attraversano le Alpi svizzere viaggia su rotaia, una quota senza paragoni nel panorama alpino europeo. Il processo di trasferimento modale però non è ancora completo: l’obiettivo legale di 650’000 transiti annui su strada – soglia fissata dalla legge sul trasferimento del traffico merci – non è stato finora raggiunto, e negli ultimi anni i progressi si sono sostanzialmente arrestati.

Il traffico pesante su gomma si è stabilizzato attorno agli 860’000 transiti annui, senza mostrare segnali di ulteriore riduzione, a testimonianza di come anche il modello svizzero, pur virtuoso, si trovi di fronte a un obiettivo difficile da raggiungere senza nuovi strumenti di politica dei trasporti.

Il corridoio del Brennero racconta una storia opposta. Inserito nel corridoio strategico Scandinavo‑Mediterraneo della rete TEN‑TCollegamento esterno (Rete transeuropea dei trasporti), è uno degli assi logistici principali tra Nord Europa e Italia.

I costi di transito sono nettamente inferiori rispetto alla Svizzera, sia per l’assenza di una tassa equivalente alla TTPCP sia per la minore incidenza dei pedaggi autostradali sulle lunghe percorrenze.

In attesa della galleria di base del Brennero

La nuova Galleria di base del Brennero, che collegherà Innsbruck a Fortezza (in provincia di Bolzano) e consentirà di trasferire traffico dalla gomma alla rotaia, dovrebbe entrare in servizio intorno al 2032. Sarà il tunnel ferroviario più lungo al mondo (64 chilometri). L’impatto pieno dipenderà però dal completamento delle linee di accesso, ancora in ritardo soprattutto sul versante tedesco, non previsto prima del 2050.

In attesa della galleria di base, la linea ferroviaria del Brennero resta meno competitiva rispetto alla gomma. Il risultato è una crescita costante del traffico negli ultimi decenni, con volumi che continuano a superare quelli di qualsiasi altro valico alpino. È in questo contesto che nasce la manifestazione del 30 maggio.

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