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Referendum bocciato dal 60%



Il premier Renzi ha dichiarato che il suo Governo è finit

Il premier Renzi ha dichiarato che il suo Governo è finit

(keystone)

Renzi di dimette: "Ho perso io". Euro ai minimi.

Il risultato definitivo del referendum sulla riforma costituzionale nelle 61'551 sezioni in cui si è votato in Italia è stato del 60% per il "no" e del 40% per il "sì". Alle urne sono andati 31'997'916 elettori, pari al 68,48% degli aventi diritto. Sono i dati ufficiali forniti dal ministero dell'Interno italiano. Le uniche regioni nelle quali il "sì" è riuscito a prevalere sono state Toscana, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna.

In seguito al risultato, il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi(coerentemente con quanto aveva annunciato all'inizio della campagna per promuovere la riforma della Costituzione), ha dichiarato che oggi pomeriggio (lunedì) salirà al Quirinale dove consegnerà le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

LA PICCHIATA DELL'EURO

Dopo l'annuncio delle dimissioni del premier Renzi (che aveva chiesto le modifiche alla Costituzione, bocciate dagli elettori), l'euro è scivolato ai minimi da 20 mesi a questa parte, poco sopra quota 1,05 sul dollaro. La moneta unica torna così ai livelli del marzo 2015, cedendo più terreno rispetto a quanto accadde dopo la Brexit, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea.

LE REAZIONI

In seguito alle parole del premier dimissionario ("Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta. Volevo ridurre il numero delle poltrone: la poltrona che salta è la mia"), il Movimento 5 Stelle ha chiesto di indire subito le elezioni. "Evviva! Ha vinto la democrazia", scrive sul suo blog Beppe Grillo, sottolineando le conseguenze del voto: gli italiani devono essere chiamati alle urne al più presto. "Dalla prossima settimana inizieremo a votare online il programma di Governo e in seguito la squadra di Governo". E netto è il commento del candidato premier "in pectore" del M5S, Luigi Di Maio: "l'uomo solo al comando non esiste più". L'ex premier Silvio Berlusconi (centro-destra), ha espresso soddisfazione per la decisione di Renzi di rassegnare le dimissioni e riunirà lo stato maggiore di Forza Italia per fare il punto della situazione, in attesa anche di capire le mosse del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato di essere pronto a gestire il dopo-Renzi. "Serata eccezionale, una giornata di liberazione nazionale", ha detto Salvini, sottolineando che il presidente del Consiglio "lascia un Paese diviso".

"Sono commosso e orgoglioso", esulta Alessandro Pace dalla sede dei Comitati del No mentre il vicesegretario del Partito Democratico Lorenzo Gueriniannuncia, per martedì, la direzione di un partito nel quale oggi la minoranza si prende la sua rivincita: "eravamo nel giusto", sottolinea Roberto Speranza.

E mentre anche il leader di Area Popolare, Angelino Alfano si congeda con un tweet ("abbiamo giocato una bella partita e l'abbiamo persa"), da oggi (lunedì) sarà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a fare le sue valutazioni.Con un obiettivo, innanzitutto: far uscire il prima possibile il paese dal cono d'incertezza in cui è precipitato.

AFFLUENZA RECORD

La tornata referendaria è stata caratterizzata da un'affluenza record. Gli italiani, probabilmente spinti da una campagna elettorale serratissima, sono andati in massa a votare, al nord più che al sud. Nelle grandi città italiane la maggiore affluenza, a chiusura delle urne, è stata registrata a Firenze, dove ha votato il 77,14% degli aventi diritto. A Roma la percentuale dei votanti è stata del 69,82%, meno che a Milano, dove ha votato il 71,71 degli aventi diritto. Alta affluenza anche a Bologna (75,14%) e a Torino (71,48%). Nelle altre città è stata inferiore al 70 per cento: a Cagliari 67,36%, a Bari 63,17%, Catanzaro 58,48%, Palermo 55,94%, Napoli 53,86%.

Per quanto riguarda il voto degli italiani residenti all'estero (AIRE), invece, il risultato della consultazione ha visto il prevalere del si (65%) contro il 35% dei no (manca ancora lo spoglio di un centinaio di comunicazioni).

RSI/NEWSLink esterno/ATS/M.Ang.

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