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Un anno di guerra ai superbatteri

Nel 2015, il governo svizzero vagliava la Strategia contro le resistenze agli antibiotici; due terzi delle 35 misure già in attuazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 novembre 2016 - 13:39

Esattamente un anno fa, il Consiglio Federale adottava la Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (StAR): 35 misure destinate a combattere i cosiddetti superbatteri, che la medicina moderna non riesce a sconfiggere.

È tempo, quindi, di primi bilanci: due terzi di queste misure sono già in attuazione e riguardano la medicina umana, quella veterinaria, l'agricoltura e l'ambiente. Contemplano ad esempio la prevenzione delle infezioni, direttive per la prescrizione di antibiotici, miglioramento del rilevamento di dati e ricerca.

Le resistenze ai medicinali antibatterici osservate nelle persone e negli animali sono sistematicamente rilevate in tutta la Svizzera. Un laboratorio nazionale di riferimento permette inoltre di riconoscere precocemente e monitorare nuove forme di resistenze.

Organizzazioni di categoria ed esperti sono stati inoltre incaricati di elaborare direttive per un impiego corretto degli antibiotici nella chirurgia, negli studi medici di famiglia o dei veterinari. Lo scopo è assicurare che i principi attivi antibatterici siano utilizzati solo se necessario e in modo mirato.

Per questo motivo è stata ad esempio limitata la distribuzione di antibiotici agli agricoltori, per fare in modo che siano i veterinari a decidere l'impiego di questa categoria di medicinali o altre misure profilattiche.

Fra i progetti in cantiere c'è il ripensamento del sistema delle cure veterinarie, con la rinuncia alla pratica del trattamento sintomatico di gruppi interi di animali per privilegiare la terapia individuale del singolo capo, con l'applicazione sistematica di metodi diagnostici e la cura degli effettivi.

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