La schermata di teletext della RSI il 3 luglio.
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Il 3 luglio 1984 vedeva la luce il Teletext in Svizzera. Oggi porta bene i suoi 40 anni e viene preferito a TikTok e X.
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tvsvizzera.it/mrj con RSI
A 40 anni dalla sua introduzione in Svizzera (e 38 dalla prima pagina pubblicata in italiano) – sotto la direzione dell’allora direttore generale della SSR Leo Schürmann – il Teletext non sembra mostrare segni d’invecchiamento: ancora oggi, stando a quanto riporta la Radiotelevisione della Svizzera italiana RSI, viene usato quotidianamente da 830’000 persone, occasionalmente da 2,4 milioni.
L’idea del Teletext nacque nel Regno Unito. Scrive RSI Info: “Un’immagine televisiva analogica secondo lo standard europeo ha 625 linee, ma solo 576 vengono utilizzate per il suo contenuto. Tecnici della BBC ebbero l’idea all’inizio degli anni Settanta di utilizzare le 39 rimanenti per trasmettere un contenuto supplementare. Lo UK Teletext Standard vide così la luce nel 1974. Il Teletext televisivo si basa ancora oggi essenzialmente su questa tecnica, anche se con l’avvento del digitale il servizio è stato a sua volta digitalizzato, migliorando la qualità dell’immagine e accelerando la fruizione”.
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Inizialmente solo televisivo, oggi il TXT (così viene abbreviato) è anche digitale e quello delle emittenti pubbliche elvetiche può essere consultato su www.teletext.ch oppure sull’app disponibile per gli smartphone. Graficamente, però, è cambiato poco o nulla: il look con 25 righe e 40 segni è sempre quello.
In diversi Paesi è stato abbandonato nel corso degli anni (Norvegia, Finlandia, USA, Belgio, Portogallo, per esempio), mentre in altri resiste: oltre alla Confederazione, è ancora presente in Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Svezia, Spagna o ancora Paesi Bassi.
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