svizzera I suicidi specchio di un disagio sottostimato

Preoccupa, e non da oggi, il fenomeno dei suicidi in Svizzera ma qualcosa si sta muovendo.

RSI-SWI

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Sono circa mille (1'016) le persone che nel 2016 hanno posto fine volontariamente alla loro vita (senza tener conto dei decessi per suicidio assistito che sono stati 928 sempre nel 2016), vale a dire 12 episodi ogni 100'000 abitanti, che è una proporzione che non si discosta di molto da quella degli altri paesi avanzati dal profilo economico e sociale.

Ma è aumentato recentemente il numero di persone che hanno avuto propositi suicidi, passato dal 6,4% al 7,8% in cinque anni (dal 2012 al 2017) secondo un'indagine promossa a livello nazionale dall'Ufficio federale di salute pubblica e condotta dall'Ufficio federale di statistica (Inchiesta svizzera sulla saluteLink esterno).


E sono 33'000 gli individui che hanno dichiarato di aver tentato il suicidio nei 12 mesi precedenti e 200'000 che lo hanno fatto almeno una volta nel corso della loro vita. Solo una parte di questi sono stati sottoposti a un intervento terapeutico in strutture sanitarie (ospedali o cliniche psichiatriche) e per questo motivo c'è da ritenere che i dati ufficiali sottostimino il fenomeno reale. 

Significativo in proposito è il quadro che emerge dal servizio condotto dal Quotidiano della Radiotelevisione svizzera sui giovani in Canton Ticino: sono infatti 85 le persone tra i 15 e i 34 anni ad essere state ricoverate negli ospedali acuti dopo aver cercato di porre fine ai loro giorni nel 2018 (erano stati 68 nel 2016) e 37 in strutture psichiatriche, a fronte delle sette prese in cura nel 2016. 

Ma in questo specifico caso i numeri sono leggermente più confortanti rispetto allo scenario che si poteva osservare un paio di decenni fa.

Ad ogni modo le indagini effettuate in questi anni serviranno da base per il Piano d'azione per la prevenzione del suicidio in SvizzeraLink esterno adottato nel 2016 dalla Confederazione, che troppo sbrigativamente viene spesso ricondotto a un problema psichiatrico quando spesso ha invece origini nel disagio declinato in più tipi di manifestazioni. Il servizio del Quotidiano:



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