La Svizzera accoglie favorevolmente la firma tra USA e Iran e conferma l’incontro sul Bürgenstock
Il Dipartimento federale degli affari esteri saluta il memorandum d'intesa tra USA e Iran e si prepara a ospitare sul Bürgenstock i primi colloqui per la sua applicazione, sottolineando il proprio ruolo di mediatore neutrale.
La Svizzera accoglie con favore la firma del memorandum d’intesa fra Iran e Stati Uniti per interrompere la guerra. Questo documento rappresenta “un passo importante verso la de-escalation” in Medio Oriente, ha indicato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
In una dichiarazione trasmessa a Keystone-ATS, i servizi di Ignazio Cassis confermano la giornata di venerdì sul Bürgenstock. Allo stato attuale delle cose infatti, è sempre previsto che statunitensi e iraniani, insieme a mediatori pakistani, qatarioti e agli altri Paesi coinvolti, s’incontrino nel canton Nidvaldo per avviare i primi negoziati sull’attuazione dell’accordo.
Secondo il DFAE, al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni “riguardo all’ordine del giorno e ai dettagli” di tale incontro. Inizialmente, nella Svizzera centrale era in agenda la firma formale dell’intesa da parte del vicepresidente americano JD Vance e del presidente del parlamento e capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.
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Mercoledì sera, intervistata dal programma della Radiotelevisione svizzera in lingua tedesca SRF “Rundschau”, la consigliera federale Karin Keller-Sutter aveva definito la Svizzera “una padrona di casa adeguata” per ospitare la firma del documento. Stando alla sangallese, il fatto che non agisca in base a considerazioni di potere e non abbia un’agenda nascosta la rende adatta a tali occasioni, senza dimenticare il suo mandato da molti anni di potenza protettrice.
Keller-Sutter non è tuttavia ottimista sulla possibilità di mettere presto definitivamente la parola fine sulle ostilità nella regione. “Credo che la situazione in Medio Oriente rimanga relativamente instabile”, ha affermato la ministra delle finanze. La speranza è comunque che la guerra termini rapidamente, anche perché, ha ricordato, ha già causato gravi danni e minaccia sia l’economia mondiale sia l’approvvigionamento energetico della Svizzera.
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