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Iran e USA hanno firmato digitalmente l’accordo di pace, la Svizzera pronta a mediare i dettagli

Iran e Usa hanno firmato, l'accordo è ora in vigore
Iran e Usa hanno firmato, l'accordo è ora in vigore Keystone-SDA

La firma elettronica di un memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran ha ufficialmente avviato un percorso di pace, con la Svizzera pronta a mediare la stesura dell'accordo definitivo nei prossimi due mesi.

Un passo significativo verso la fine del conflitto tra Iran e Stati Uniti è stato compiuto con la firma elettronica di un memorandum d’intesa. La notizia, riportata inizialmente da Axios e confermata da entrambe le parti, segna l’entrata in vigore di un accordo che mira a ristabilire la pace.

La firma “digitale” ha visto il Presidente statunitense Donald Trump apporre la sua sigla mentre era a cena a Versailles con il Presidente francese Emmanuel Macron. La Casa Bianca ha diffuso un video del momento, in cui Macron si congratula con Trump per il lavoro svolto (“Great job!”). Anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha confermato la firma elettronica, sottolineando come l’accordo sia ora formalmente in vigore.

Sebbene i piani iniziali prevedessero un viaggio delle squadre negoziali in Svizzera per una cerimonia di firma formale sul Bürgenstock (canton Nidvaldo), Baghaei ha chiarito che, data la sottoscrizione digitale, tale cerimonia non si terrà. Il memorandum, descritto dal vicepresidente americano J.D. Vance come “molto generico” e di “una pagina e mezza”, è stato firmato elettronicamente anche da Vance e dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf.

Il nodo dello Stretto di Hormuz e il ruolo della Svizzera

Con l’accordo in vigore, l’attenzione si sposta sull’implementazione. “Ora è il momento di testare l’attuazione di questo accordo”, ha commentato Baghaei, citato dall’agenzia di stampa Irna. Un punto chiave del memorandum riguarda lo Stretto di Hormuz. L’Iran ha ribadito l’intenzione di applicare tariffe alle navi che transitano dopo un periodo di 60 giorni senza pedaggio, durante il quale verrà negoziato il testo definitivo dell’accordo. Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che lo stretto “non tornerà alla situazione prebellica” e che l’Iran eserciterà il suo diritto sovrano di riscuotere una tariffa per i servizi.

In questo contesto, la Svizzera si prepara a giocare un ruolo cruciale. Il Consigliere federale e ministro degli Esteri elvetico Ignazio Cassis ha espresso la soddisfazione di Berna per l’intesa raggiunta, definendola un “primo passo”. La Svizzera, che rappresenta gli interessi americani in Iran dal 1979, è pronta a intervenire nella fase delle discussioni di dettaglio, sfruttando il suo know-how nel quadro delle seguenti trattative.

Prossimi passi e sfide aperte

Nonostante la firma, Cassis ha invitato alla cautela, sottolineando che “dobbiamo attendere alcune settimane per vedere se il cessate il fuoco reggerà”, data l’incertezza della situazione con Libano e Israele. Venerdì è in agenda sul Bürgenstock la firma del protocollo di accordo, con la presenza confermata di Mohammad Bagher Ghalibaf e J.D. Vance. La partecipazione di Donald Trump non è ancora chiara.

Mentre il Pakistan e il Qatar sono stati i mediatori chiave finora, la riapertura completa dello Stretto di Hormuz è attesa nei prossimi giorni. Tuttavia, questioni spinose come il programma nucleare iraniano rimangono irrisolte. La ministra degli affari esteri austriaca Beate Meinl-Reisinger, presente a una tavola rotonda con Cassis, ha ribadito la posizione internazionale: “Non vogliamo che Teheran possieda l’arma atomica”. Le parti si sono concesse due mesi di tempo per stringere un’intesa definitiva.

La fine del G7 al TG 20.00 della RSI del 17 giugno 2026:

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