Svizzera 2038: una candidatura olimpica che unisce un intero Paese
Cent’anni dopo le prime due e uniche Olimpiadi invernali ospitate a St. Moritz (1928 e 1948), la Svizzera punta a organizzare i suoi terzi Giochi. Questa volta con una visione innovativa che promette di ridefinire il futuro dei grandi eventi sportivi. La Confederazione ha presentato ufficialmente il progetto di candidatura per ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali del 2038.
A poche settimane dai Giochi di Milano-Cortina 2026, la Svizzera ha presentato il 12 gennaio il progetto per il 2038 fondato su un modello innovativo e decentralizzato, che punta a un’Olimpiade sostenibile e inclusiva, in piena sintonia con la nuova Agenda 2020+5Collegamento esterno del Comitato Olimpico Internazionale (CIO).
Un dialogo privilegiato con il CIO
La candidatura, battezzata “Switzerland 2038Collegamento esterno” ha ricevuto un importante attestato di fiducia dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che a fine novembre 2023 ha invitato esclusivamente la Svizzera a un dialogo privilegiatoCollegamento esterno. Questo status preferenziale concede al Paese alpino il tempo necessario per perfezionare il dossier fino alla fine del 2027, al riparo dalla concorrenza di altre nazioni.
Il Consiglio federale ha accolto con entusiasmo questa opportunitàCollegamento esterno, riconoscendo nel progetto un’occasione unica per lo sviluppo dello sport, l’innovazione tecnologica e il rafforzamento della coesione sociale, oltre che per promuovere l’immagine della Svizzera nel mondo. Il Governo sottolinea come i Giochi rappresentino una leva strategica per il progresso del Paese su più fronti.
La Svizzera ha il tempo per perfezionare il dossier fino alla fine del 2027, al riparo dalla concorrenza di altre nazioni
Per coordinare al meglio la preparazione, è stato istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale guidato dall’Ufficio federale dello sport (UFSPOCollegamento esterno), che collaborerà con esperti federali nei settori dei trasporti, della sicurezza, dell’ambiente e della cultura. Entro giugno 2026, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) presenterà una proposta per definire il sostegno federale, offrendo così solide garanzie di pianificazione.
La Svizzera intera come Paese ospitante
Il cuore della proposta elvetica si fonda su un concetto tanto semplice quanto innovativo: non una singola Host City, ma un intero Host Country. Per la prima volta nella storia, i Giochi non sarebbero confinati a una città o a una regione, ma si estenderebbero a tutta la nazione, trasformandosi in un progetto autenticamente nazionale.
Questa visione coinvolge attivamente nove Cantoni e numerose località, dalle cime innevate delle Alpi ai centri urbani, abbracciando tutte le regioni linguistiche e culturali del Paese. L’obiettivo è adattare i Giochi alle infrastrutture già esistenti, promuovendo un uso intelligente delle risorse e riducendo al minimo l’impatto ambientale e finanziario.
Un’Olimpiade intrinsecamente “svizzera”, capace di unire e rappresentare la diversità del Paese e di trasformare l’evento in un’esperienza condivisa e accessibile a tutti.
Coinvolta tutta la Svizzera
Le gare saranno distribuite in modo capillare in tutta la Svizzera. Losanna ospiterà le cerimonie di apertura mentre BErna quella di chiusura. Le competizioni sul ghiaccio si terranno tra Ginevra, sede del curling e del pattinaggio di velocità, e Losanna, che accoglierà il pattinaggio artistico e lo short track.
Il servizio del TG 20.00 della RSI del 12 gennaio 2026:
Per le discipline sulla neve, Crans-Montana sarà il palcoscenico dello sci alpino, mentre Engelberg ospiterà il salto con gli sci, lo sci di fondo e la combinata nordica. L’hockey su ghiaccio, tra gli sport più amati dagli svizzeri, animerà le arene di Zurigo, Zugo e Lugano. Lenzerheide sarà la casa del biathlon, mentre la prestigiosa St. Moritz, insieme alla vicina Silvaplana, confermerà il suo ruolo di capitale degli sport invernali con il freestyle, lo snowboard e le discipline del budello: bob, slittino e skeleton.
Oltre l’80% degli atleti alloggerà in uno dei tre villaggi olimpici previsti: Svizzera romanda, Svizzera centrale (Lucerna) e Grigioni. Crans-Montana e Lugano utilizzeranno le strutture ricettive locali.
Sostenibilità, inclusione e un budget sotto controllo
L’Associazione “Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2038”, incaricata da Swiss Olympic, guida un progetto che punta a lasciare un’eredità duratura sul piano ambientale, sociale ed economico. Inclusione e accessibilità sono pilastri fondamentali, con particolare attenzione ai Giochi Paralimpici e al coinvolgimento di tutte le regioni del Paese.
Il budget è di 2 miliardi di franchi svizzeri con l’82% dei fondi proveniente da investitori privati. Il settore pubblico contribuirà per il restante 18%
Il budget previsto è di 2 miliardi di franchi svizzeri in 10 anni, con l’82% dei fondi proveniente da investitori privati. Il settore pubblico contribuirà per il restante 18%, con 60 milioni dalla Confederazione per i Giochi olimpici e altrettanti per i Paralimpici, e 130 milioni ciascuno da Cantoni e Comuni. È prevista una riserva del 10% per imprevisti, senza nuove tasse.
Uno studio non ancora
pubblicato della Scuola universitaria professionale di Lucerna e dell’azienda di consulenza internazionale EBP, citato da Switzerland 2038, indica che i Giochi dovrebbe generare un valore aggiunto compreso tra i 2,75 e 3,68 miliardi di franchi e fra 19’000 e 25’000 posti di lavoro a tempo pieno.
Rispetto alle ultime edizioni, il budget elvetico è decisamente contenuto: Sochi 2014 costò quasi 50 miliardi di franchi, PyeongChang 2018 circa 10 miliardi, Pechino 2022 oltre 30 miliardi, mentre Milano-Cortina 2026, tra costi operativi e infrastrutture, si aggira attorno ai 5 miliardi.
Il coinvolgimento della popolazione, elemento essenziale per organizzare i Giochi, sarà garantito dagli strumenti di democrazia diretta: il referendum finanziario cantonale e quello facoltativo a livello federale assicureranno che la voce dei cittadini sia ascoltata, con particolare attenzione alle comunità locali direttamente interessate dalle competizioni.
La lezione dalle candidature passate respinte
La Svizzera ha ospitato i Giochi olimpici invernali due volte, entrambe a St. Moritz (1928 e 1948). La storia recente, però, è segnata da diversi rifiuti popolari che hanno plasmato l’approccio dell’attuale progetto “Switzerland 2038”.
Il Cantone dei Grigioni ha respinto per ben due volte la possibilità di ospitare i Giochi tramite votazione popolare. Nel marzo 2013, il 52,7% dei votanti disse “no” alla candidatura per l’edizione del 2022. Quattro anni più tardi, nel febbraio 2017, il rifiuto fu ancora più netto: il 60,09% bocciò il credito di 25 milioni di franchi per la candidatura ai Giochi del 2026. Anche località turistiche come Davos e St. Moritz votarono contro, rispettivamente con il 52,90% e il 56,10% di “no”.
Le motivazioni principali? Timori per rischi finanziari enormi, paura di una sottostima dei costi complessivi e preoccupazione che gli investimenti venissero sottratti a regioni periferiche. Gli argomenti a favore, basati sulle ricadute economiche e sulla visibilità internazionale, non riuscirono a convincere la maggioranza.
Anche la candidatura di Sion per i Giochi del 2026 subì lo stesso destino. Nel giugno 2018, il popolo vallesano respinse con il 54% di “no” lo stanziamento di 100 milioni di franchi da parte del Cantone. La partecipazione fu alta (62%) e il rifiuto particolarmente marcato nella capitale cantonale (60,9%), a Monthey (65%) e a Martigny (61%). Le ragioni? Timori per costi elevati e sottostimati, preferenza per investire in infrastrutture e servizi locali, e diffidenza verso il CIO, percepito come poco trasparente e coinvolto in scandali. Questi fattori alimentarono lo scetticismo e portarono al ritiro ufficiale della candidatura.
Una coincidenza
Frédéric FavreCollegamento esterno, oggi CEO dell’Associazione “Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2038”, nel 2018 era membro del Governo cantonale vallesano. All’epoca ricopriva il ruolo di Consigliere di Stato e dirigeva il Dipartimento della sicurezza, delle istituzioni e dello sport, diventando di fatto il “ministro dello sport” del Vallese. In quella veste, fu fortemente impegnato nella candidatura di Sion per i Giochi Olimpici Invernali del 2026, in qualità di vicepresidente del comitato di candidatura.
Quell’esperienza ha evidentemente influenzato la concezione di “Switzerland 2038”, che con il suo approccio diffuso, la forte enfasi sulla sostenibilità, il controllo dei costi e il coinvolgimento capillare delle regioni, punta a superare le resistenze storiche e a ottenere il sostegno necessario per riportare i Giochi in Svizzera.
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