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Sospesi altri quattro agenti di Losanna a causa di messaggi discriminatori

pistola di un agente ella polizia di losanna
Sono ora otto in totale le sospensioni. Keystone / Salvatore Di Nolfi

La Città di Losanna ha avviato lunedì quattro nuove sospensioni immediate nei confronti di agenti coinvolti nello scandalo dei messaggi discriminatori su WhatsApp, portando a otto il totale delle misure adottate finora.

Quattro procedure di sospensione immediata sono state avviate lunedì dalla Città di Losanna, in relazione a messaggi discriminatori circolati fra agenti di polizia su WhatsApp. Le misure si aggiungono ad altre quattro decise lunedì scorso.

“Tutte le persone che hanno inviato i messaggi (…) e lavorano ancora per il Corpo di polizia di Losanna fanno parte di queste otto misure di sospensione immediata”, si legge in un comunicato della Municipalità. “Allo stato attuale delle conoscenze, non ci saranno sospensioni supplementari legate a questa inchiesta amministrativa”, viene precisato.

La Città ha aggiunto che sta organizzando, “con un grande studio legale”, una struttura destinata ai poliziotti. Si tratterà di un punto di riferimento in cui gli agenti “potranno parlare in maniera totalmente confidenziale”.

Il caso

Come noto, gli agenti di polizia sono accusati di essersi scambiati tramite WhatsApp messaggi a sfondo razzista, sessista, antisemita e discriminatorio. I gruppi privati sull’app di messaggistica sono stati portati alla luce dal Ministero pubblico vodese, in seguito alla diffusione – da parte della RTS – della foto di un poliziotto col pollice alzato davanti a un graffito con la scritta “RIP Mike”, dal nome del cittadino nigeriano morto nel 2018 dopo un intervento di polizia.

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La Municipalità è stata informata lo scorso 15 agosto. I due gruppi di WhatsApp, privati e chiusi dal 2013, contavano rispettivamente 6 e 48 membri, tutti appartenenti in un determinato momento alla polizia losannese.

Presentando i fatti la scorsa settimana, le e i municipali di Losanna si sono dichiarati scioccati del contenuto, che andava da battute razziste e sessiste, a dichiarazioni omofobe, fino all’apologia di nazismo e KKK, senza contare le prese in giro nei confronti di persone disabili.

Sempre la scorsa settimana era stato spiegato che le sospensioni potrebbero trasformarsi in licenziamenti, e che non sono escluse sanzioni a livello di giustizia. L’inchiesta del Ministero pubblico è ancora in corso.

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