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Record di casi di encefalite da zecca

Le belle giornate e il semi-confinamento hanno spinto molte persone nella natura. E le zecche ne hanno approfittato. © Keystone / Gaetan Bally

Nel 2020, i casi di encefalite da zecche (FSME) registrati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) dovrebbero stabilire un nuovo record. A fine luglio, ne sono già stati annunciati 332, ovvero il numero più elevato dal 2000.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 agosto 2020 - 11:19

Nel solo mese di luglio, sono stati segnalati 90 casi di FSME, ha indicato l'UFSP. L'encefalite da zecche è una malattia soggetta all'obbligo di notifica dal 1988. Il numero dei casi fluttua considerevolmente di anno in anno. Dal 2000, nel periodo gennaio-luglio sono stati registrati tra i 39 e i 332 casi.

Quest'anno fino a fine luglio, vi sono state 19'800 visite mediche in seguito a una puntura di zecca e 10'200 per casi di borreliosi (o malattia di Lyme). In fatto di consultazioni mediche per morsi da zecche, il 2020 risulta per il momento al terzo posto, mentre per i casi di borreliosi l'anno in corso si situa in seconda posizione.

Vaccinazioni in attesa

Secondo l'UFSP, il bel tempo e il coronaviurs potrebbero essere all'origine di questo consistente aumento. Il semi-confinamento ha infatti spinto più persone del solito a uscire nella natura.

Inoltre, la crisi sanitaria ha potuto avere effetti sulle vaccinazioni contro la FSME. Gli interventi medici non urgenti sono stati rinviati e anche le vaccinazioni hanno dovuto attendere. Talune persone hanno probabilmente rinunciato a una visita dal medico per il timore di essere contagiati dal Covid-19.

L'UFSP ricorda che è importante farsi vaccinare per proteggersi contro l'encefalite da zecche, malattia che può anche avere un decorso grave. Ciò è particolarmente raccomandato alle persone dai sei anni in su, che vivono in regioni a rischio (tutti i cantoni, salvo Ginevra e Ticino).

Un vaccino invece non esiste per quanto riguarda la borreliosi, l'altra malattia trasmessa dalle zecche. È causata da batteri e può essere trattata con antibiotici, ma spesso passa inosservata.

Il servizio del Telegiornale:

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