Il Patriziato di Roveredo sciopera contro la gestione della criminalità
In mancanza d'interventi concreti dal Cantone per rafforzare le verifiche sui permessi di soggiorno, il Patriziato di Roveredo conferma la protesta che limita al minimo le procedure di naturalizzazione.
A oltre un mese dall’introduzione dello sciopero dello zelo, il Comune patriziale di Roveredo conferma il mantenimento della misura, adottata per sollecitare interventi sui controlli legati ai permessi di soggiorno. Lo ha indicato a Keystone-ATS il presidente Aurelio Troger, secondo cui dal Cantone non sono giunte risposte ritenute concrete.
Il 30 marzo il Consiglio patriziale aveva deciso di limitare al minimo l’attività legata alle naturalizzazioni, una misura definita come sciopero dello zelo e presentata come atto di pressione politica. La misura riguarda esclusivamente le procedure di naturalizzazione, mentre le altre attività del Patriziato proseguono regolarmente.
Naturalizzazioni: ruolo e responsabilità del Patriziato
Nel Canton Grigioni, i Patriziati partecipano alla procedura di naturalizzazione esprimendo un parere sulla concessione dell’attinenza comunale patriziale. Si tratta di un passaggio inserito in una sequenza di decisioni amministrative che, secondo Troger, deve mantenere coerenza lungo tutto il percorso verso la cittadinanza.
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In questo contesto, il presidente sottolinea come eventuali lacune nei controlli nelle fasi iniziali possano ripercuotersi sull’intero iter, rendendo difficile compensare criticità emerse a monte.
Permessi di dimora e limiti dell’autodichiarazione
Al centro delle critiche vi è il sistema di verifica legato ai permessi di dimora, considerato il primo passaggio della procedura. L’impostazione che prevede, almeno in parte, l’autodichiarazione da parte dei richiedenti di eventuali precedenti penali o procedimenti in corso nei Paesi d’origine è ritenuta dal Patriziato insufficiente a garantire controlli completi e verificabili.
Secondo Troger, l’assenza di verifiche sistematiche indipendenti rischia di creare discontinuità rispetto ad altri ambiti amministrativi e di incidere sulla coerenza dell’azione pubblica.
Il Patriziato chiede quindi un rafforzamento delle verifiche preliminari, proponendo che la documentazione relativa alla situazione giudiziaria sia richiesta già nella fase di rilascio dei permessi di soggiorno. Viene inoltre richiamata l’importanza di accertare il reale radicamento dei richiedenti sul territorio.
Arresti di febbraio, misure cantonali
La presa di posizione del Patriziato si inserisce nel contesto emerso dopo l’arresto, a fine febbraio, di persone domiciliate a Roveredo e ritenute legate alla criminalità organizzata, nell’ambito di un’operazione internazionale.
Secondo quanto indicato dal consigliere di Stato Peter Peyer, da metà maggio i richiedenti un permesso di dimora nei Grigioni dovranno dichiarare eventuali precedenti penali o procedimenti in corso; tali indicazioni potranno portare a ulteriori accertamenti.
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Sempre a metà maggio è inoltre previsto a Roveredo un incontro tra rappresentanti dei Comuni, del registro di commercio, della Procura pubblica e della polizia cantonale per discutere, tra l’altro, le modalità di verifica delle attività societarie.
In questo quadro, il Patriziato ritiene le misure annunciate non sufficienti e ribadisce la necessità di un confronto diretto con le autorità cantonali.
Lo sciopero prosegue
Lo sciopero dello zelo resterà in vigore fino a quando, secondo Troger, non saranno avviati interventi ritenuti adeguati. La misura viene presentata dal Patriziato come uno strumento volto a sollecitare un rafforzamento e una maggiore coerenza del sistema di controlli.
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