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Medici di famiglia, una specie in estinzione

14 anni fa i medici di famiglia protestarono a Berna contro le loro cattive condizioni lavorative con la conseguente diminuzioni degli stessi medici generici. Ora la situazione si fa ancora più grave. Keystone / Yoshiko Kusano

I medici di famiglia lanciano un allarme: sono sempre più anziani e il ricambio generazionale è sempre più difficile, soprattutto nelle zone periferiche.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 ottobre 2020 - 16:36
Paola Santangelo e Aron Anselmi, Falò RSI

In Ticino un camice bianco su cinque è in età di pensione: tra pochi anni la situazione sarà esplosiva. Tra le ragioni di questa penuria, il fatto che i giovani si orientino maggiormente verso la medicina specialistica, molto più remunerativa.

Aprire un proprio studio o rilevarne uno ha invece alti costi iniziali e responsabilità che sempre in meno vogliono, anche perché la tendenza è lavorare a tempo parziale, soprattutto tra le donne. Eppure, i medici di famiglia sono il pilastro del nostro sistema sanitario e con il propagarsi della pandemia la loro presenza si è confermata fondamentale.

Intanto, mentre la classica medicina di territorio perde terreno, avanzano i cosiddetti “centri medici”. Si tratta di poliambulatori privati che riuniscono sotto un’unica gestione amministrativa medici di base e specialisti. Un ampliamento dell’offerta sanitaria, con relativi pregi e difetti.

Le telecamere di Falò, la trasmissione di approfondimento della RSI, sono entrate negli studi medici - prima e dopo la pandemia - per registrare le difficoltà e le speranze di una categoria sotto pressione. Allo studio ci sono misure per rinfoltire le fila, ma i diretti interessati sembrano molto disillusi. Quale sarà allora il futuro della medicina di territorio? Guardate la trasmissione:

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tvsvizzera.it/fra con RSI



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