politica federale Pandemia, pioggia di milioni dalla Banca nazionale

La sede centrale della Bns a Berna
Keystone / Peter Klaunzer

In considerazione della particolare congiuntura economica condizionata dalla pandemia, che ha svuotato le casse pubbliche, la Banca nazionale svizzera (Bns) ha deciso di intervenire, su sollecitazione della politica.

L'istituto centrale, come peraltro ci si attendeva, si è infatti impegnato ad aumentare l'importo versato a Confederazione e cantoni nei prossimi cinque anni.

La nuova convenzione sottoscritta con il Dipartimento federale delle finanze stabilisce che la cifra che sarà messo a disposizione degli enti pubblici potrà salire fino a 6 miliardi di franchi all'anno, in luogo dei 2 miliardi indicati nell'accordo 2016-2020 (e dei 4 inizialmente previsti da quello supplementare per quest'anno).

Il meccanismo contempla un importo base di 2 miliardi erogato a condizione che l'utile annuo della Bns sia almeno equivalente a questa soglia. Ulteriori miliardi saranno corrisposti di volta in volta qualora gli attivi d'esercizio superino, in successione, i 10, 20, 30 e 40 miliardi di franchi. Per il 2020, sottolinea una nota dell'Amministrazione federale delle finanze, sono soddisfatti i criteri per lo stanziamento massimo di 6 miliardi.

In base alla Legge sulla Banca nazionale l'istituto di emissione è tenuto a costituire accantonamenti che le consentano di mantenere le riserve di valuta a un livello adeguato per perseguire gli obietti di politica monetaria che le competono.

Sulla parte residua dell'attivo di bilancio vengono decisi, secondo parametri concordati con le autorità politiche, le quote da versare a Confederazione e cantoni.

Dei 4 miliardi destinati ai cantoni Zurigo, con 713,8 milioni, risulta il primo beneficiario. Seguono, con rispettivamente 483,8 milioni e 374,1 milioni, Berna e Vaud. Al Ticino andranno invece 164,4 milioni.

Il commento del rappresentante del governo ticinese Christian Vitta (DFE).

tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 29.1.2021)

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