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Strage di Berlino, forse svizzera l'arma di Amri

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Il presunto autore dell’attentato al mercatino di Natale di Berlino si sarebbe procurato in Svizzera l’arma con la quale ha ucciso il conducente polacco del camion impiegato nell’azione terroristica. Lo sostiene l’emittente tedesca ZDF, che cita non meglio precisate fonti di sicurezza elvetica. Dal canto suo, il Ministero pubblico della Confederazione non ha fornito conferme ufficiali.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 gennaio 2017 - 16:25
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 07.01.2017)

Secondo la rete televisiva, il tunisino Anis Amri ha “potenzialmente” soggiornato più volte in Svizzera e avrebbe trascorso nel Paese un lungo periodo di tempo. Allo stato attuale delle indagini, sempre stando a ZDF, è “verosimile” che il 24enne si sia procurato l’arma nella Confederazione, una pistola del produttore tedesco Erma.

Dopo l’attentato, Amri ha attraversato Olanda, Francia e Italia servendosi di pullman e del treno. È stato abbattuto da un agente di polizia nella notte del 23 dicembre a Sesto San Giovanni, dopo che aveva colpito alla spalla un altro poliziotto.

Le analisi balistiche disposte dalla magistratura italiana indicano che la pistola usata per freddare il camionista polacco e impossessarsi del TIR per compiere la strage del 19 dicembre al mercatino di Berlino, è la stessa con cui il tunisino ha fatto fuoco contro l'agente italiano.

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In relazione all'attacco terroristico, che provocato 12 morti e una cinquantina di feriti, il Ministero pubblico della Confederazione ha aperto mercoledì un procedimento penale contro ignoti. La Procura e l'Ufficio federale di polizia (Fedpol) indagano su eventuali collegamenti di Amri con la Svizzera, dove ha soggiornato per due settimane nel maggio del 2015.

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