Per Pfister l’aumento IVA per finanziare l’esercito è un “sacrificio sostenibile”
Giudicato un "sacrificio sopportabile" e necessario dal ministro della difesa, il progetto di aumentare temporaneamente l'IVA per finanziare le forze armate si scontra con una forte opposizione popolare e richiederà una votazione.
L’aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) proposto per finanziare le forze armate è una soluzione minima per la sicurezza della Svizzera.
Lo afferma il ministro della difesa Martin Pfister, secondo cui si tratterebbe di un “sacrificio significativo, ma sopportabile” per tutti.
“Stiamo parlando di 80 centesimi su un acquisto di 100 franchi”, ha dichiarato il consigliere federale in un’intervista pubblicata lunedì dalla “Neue Zürcher Zeitung”, sottolineando che altri Paesi europei investono notevolmente di più nella sicurezza. “Attualmente non siamo sufficientemente equipaggiati”, ha osservato. Tutti lo sanno ed è ora di agire, ha continuato l’esponente del Centro.
Stando all’ex consigliere di Stato del canton Zugo, se l’aumento verrà rifiutato ci si troverà di fronte a un problema. “Il piano B significherebbe meno sicurezza per la Svizzera. Correremmo un rischio enorme”, ha avvertito Pfister.
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Conti della Confederazione, nel 2025 eccedenza di 259 milioni invece di un deficit di 815
Secondo il Consiglio federale, la Confederazione avrà bisogno di circa 31 miliardi di franchi a partire dal 2028 per rafforzare la propria sicurezza. Berna, è stato annunciato a fine gennaio, intende compensare queste spese aggiuntive con un incremento dell’IVA di 0,8 punti percentuali, per un periodo limitato a 10 anni.
Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) è stato incaricato di definire i dettagli entro la fine di marzo. Il Parlamento dovrebbe poi esaminare la questione il prossimo inverno.
Popolo e Cantoni avranno l’ultima parola, poiché un aumento dell’IVA richiede una modifica costituzionale. La votazione è prevista per l’estate del 2027. In un sondaggio pubblicato due settimane fa dall’istituto Sotomo per conto del “Blick”, il 76% degli intervistati ha dichiarato di essere contrario al progetto.
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