Conti della Confederazione, nel 2025 eccedenza di 259 milioni invece di un deficit di 815
Nonostante i conti 2025 della Confederazione abbiano registrato un'inattesa eccedenza grazie a entrate fiscali temporanee, il Consiglio federale ribadisce la necessità di proseguire con le misure di risparmio a causa delle difficili prospettive finanziarie future.
Nel 2025 i conti della Confederazione si sono chiusi con un risultato di oltre un miliardo migliore rispetto al previsto: il consuntivo presenta infatti un’eccedenza di 259 milioni di franchi, a fronte di un deficit di 815 milioni iscritto a preventivo.
Lo annuncia mercoledì il Consiglio federale, ribadendo la necessità di portate avanti le previste misure di risparmio. L’eccedenza, fa infatti notare il Governo in un comunicatoCollegamento esterno, è soprattutto dovuta all’aumento temporaneo delle entrate dell’imposta sull’utile registrato nel Canton Ginevra (1,5 miliardi).
Le prospettive finanziarie per gli anni dal 2027 al 2029 rimangono dunque “impegnative”. A causa del previsto forte aumento delle uscite, “anche nei prossimi anni il bilancio della Confederazione presenterà uno squilibrio strutturale”, sottolinea l’Esecutivo.
L’ammontare dei deficit dipenderà essenzialmente da due progetti: il pacchetto di sgravio 27, che sarà discusso dal Consiglio nazionale nell’imminente sessione primaverile, e il proposto aumento dell’IVA per finanziare l’esercito e il settore della sicurezza.
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Tornando ai conti 2025, le entrate ordinarie sono aumentate di 1,87 miliardi (+2,2% rispetto a quanto preventivato), a 87,22 miliardi. Rispetto ai conti del 2024 l’aumento è del 3,9%.
Sul fronte delle uscite ordinarie si segnalano spese per 86,03 miliardi. La crescita è dello 0,3% rispetto al preventivo (+218 milioni), e del 3,5 rispetto al consuntivo 2024. Nel comunicato il Consiglio federale fa notare che è la prima volta dall’introduzione del freno all’indebitamento, nel 2003, che le uscite ordinarie hanno superato il valore iscritto a preventivo. Questa evoluzione, spiega l’Esecutivo, si deve in parte al credito aggiuntivo richiesto per il programma di ricerca dell’UE “Orizzonte Europa”.
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