Persecuzione Jenisch e Sinti, chiesta commissione d’inchiesta
La richiesta di una commissione d'inchiesta indipendente sulla persecuzione di Jenisch e Sinti è stata avanzata da diversi accademici, i quali sostengono che le analisi finora svolte siano insufficienti.
Undici professori e professoresse e diversi docenti universitari chiedono alla Confederazione e ai Cantoni di istituire una commissione d’inchiesta indipendente per chiarire il tema della persecuzione delle popolazioni nomadi Jenisch e Sinti. Lo si legge in una lettera aperta pubblicata martedì, in cui si evidenzia che la persecuzione sistematica costituisce un crimine contro l’umanità.
Gli accademici sostengono che non è ancora stata svolta un’analisi approfondita della questione. In particolare viene criticato il fatto che la dichiarazione approvata lo scorso 27 aprile dal Consiglio nazionale in questo senso non contiene alcun approfondimento degli eventi.
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Gli studi condotti finora sulle attività del progetto ‘”Hilfswerk für die Kinder der Landstrasse” (“Opera assistenziale per i bambini della strada di campagna”) hanno permesso di fare luce soltanto parzialmente sulla portate delle persecuzioni. Per questo motivo nella lettera si legge che “c’è bisogno di una commissione d’inchiesta indipendente”.
Sul tema si è espressa oggi anche l’associazione mantello delle popolazioni Jenisch e Sinti, la “Radgenossenschaft der Landstrasse”. Questa critica il fatto che per un suo progetto di ricerca le sia stato negata la visione di documenti conservati nell’Archivio federale svizzero. La motivazione del rifiuto, secondo l’associazione, è che la ricerca non è condotta da una persona attiva in ambito scientifico.
In particolare si tratta del caso della “Seraphischen Liebeswerks Solothurn”, un orfanotrofio nel quale 920 donne nubili avrebbero dato alla luce bambini – tra cui numerosi Jenisch – che nella maggior parte dei casi erano poi stati affidati a famiglie estranee.
L'”Hilfswerk für die Kinder der Landstrasse” della Fondazione Pro Juventute ha partecipato all’allontanamento e all’affidamento a terzi di circa 2’000 bambini. All’epoca, la Fondazione e la Confederazione erano strettamente legate dal punto di vista del personale. Tuttavia, anche le autorità e le organizzazioni caritative ecclesiastiche hanno preso parte all’allontanamento dei bambini.
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