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Passaporto svizzero, più facile per i nipoti

I giovani stranieri di terza generazione, nati e scolarizzati nel Paese, godranno a certe condizioni della naturalizzazione agevolata

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 settembre 2016 - 14:04

I giovani stranieri di terza generazione potranno beneficiare della naturalizzazione agevolata, anche se a certe condizioni. Dopo anni di dibattiti, mercoledì mattina il Consiglio degli Stati ha eliminato le ultime divergenze con l'altro ramo del Parlamento, il Consiglio Nazionale.

Per l'approvazione definitiva manca solo la votazione finale, in programma come da tradizione venerdì, l'ultimo giorno di sessione.

Il progetto di naturalizzazione agevolata per gli stranieri di terza generazione deriva dall'iniziativa parlamentare denominata "La Svizzera deve riconoscere i propri figli", depositata otto anni fa dalla deputata socialista vodese Ada Marra. Un progetto che negli anni le camere hanno emendato più volte, fino alla versione finale votata mercoledì mattina dagli Stati.

Il richiedente dovrà avere meno di 25 anni, essere nato in Svizzera, essere in possesso di un permesso di domicilio (permesso C) e aver seguito le scuole obbligatorie per 5 anni. Per gli over 25 è prevista una fase transitoria di cinque anni dall'entrata in vigore della legge.

Ci sono poi requisiti che riguardano i genitori e i nonni. Almeno uno di quest'ultimi deve provare di disporre di un permesso di dimora, ossia il "B", o in alternativa essere nato in Svizzera. Per quanto riguarda i genitori, almeno uno deve essere stato in possesso di un permesso di domicilio e aver soggiornato almeno 10 anni in Svizzera frequentando le scuole obbligatorie per almeno 5 anni.

Attualmente la legge non prevede nessuna facilitazione per ottenere il passaporto elvetico. I cantoni sono però liberi di concedere condizioni agevolate per gli stranieri di terza generazione, e 16 di essi lo hanno già fatto.

Il progetto chiede che tale prerogativa diventi di competenza della Confederazione e che vi sia una regolamentazione uniforme su scala nazionale. I cantoni che già concedono facilitazioni potranno comunque continuare a farlo.

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