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Anticorpi al coronavirus sviluppati dal 10% del personale sanitario ticinese

Il personale sanitario non sarebbe in una situazione più a rischio che il resto della popolazione. Keystone / Alessandro Crinari

Un nuovo studio ha messo in luce che un collaboratore su dieci dell'ente ospedaliero cantonale ha sviluppato gli anticorpi contro il nuovo coronavirus, lo stesso livello riscontrato nel resto della popolazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 gennaio 2021 - 20:06

Lo studio dell'ente ospedaliero cantonale ticinese (Eoc) in collaborazione con IRB, Humabs Biomed, l'Università della Svizzera italiana, la clinica Monucco, il caridocentro e la clinica Hildebrand è stato condotto su 4'726 collaboratori dell'Eoc fra il 16 e il 30 aprile scorso ed è stato pubblicato Link esternosulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet. 

Uno degli aspetti più significativi nell'ambito degli sforzi intrapresi per tracciare in modo più preciso la diffusione della malattia è proprio il rilevamento della presenza di anticorpi. 

Uno degli aspetti più significativi è appunto il rilevamento della presenza di anticorpi.

I risultati smentiscono l'ipotesi secondo cui il personale ospedaliero sia più esposto al virus. È infatti emerso che in media il 10% dei collaboratori ha sviluppato anticorpi contro la malattia. La stessa percentuale che si riscontra nel resto della popolazione.

Un dato che però varia a seconda dell'ambiente di lavoro: il 14% di chi è a diretto contatto con pazienti covid li ha sviluppati, in ambiente di rischio medio invece la percentuale è del 10,7%, e scende al 7,3% in caso di rischio basso.

Nella trasmissione "Il Quotidiano" le considerazioni di Emiliano Albanese, esperto e professore di Salute pubblica all'Università della Svizzera italiana e tra i responsabili dello studio Corona Immunitas.

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tvsvizzera.it/Zz con RSI (TG del 07.01.2021)

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