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Il mistero del crollo degli infarti

Durante l'emergenza pandemica si constata una notevole diminuzione di attacchi cardiaci e questo avviene anche in Ticino.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 aprile 2020 - 21:42
tvsvizzera/spal con RSI (TG dell'11.4.2020)
Pazienti nel reparto di terapia intensiva all'ospedale universitario di Ginevra Keystone / Martial Trezzini

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“Il mistero degli infarti mancanti in piena crisi Covid-19". È stato ribattezzato così dalla fondazione americana di ricerche cardiovascolari il drastico calo dei ricoveri da infarto negli ospedali registrato in questo periodo di emergenza sanitaria.

Un fenomeno che coinvolge più paesi: in Spagna la diminuzione è del 40%, nella regione di Madrid addirittura all’80%, mentre il Lombardia si supera il 50%.

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E anche in Svizzera la situazione non è diversa. Come anticipato da 24heures, gli infarti registrati al CHUV di Losanna sono calati del 30%, in Ticino si stima un calo del 50%.

Secondo gli esperti, la causa più probabile di questa diminuzione potrebbe essere il timore di chiamare i soccorsi per paura di essere infettati dal coronavirus in ospedale. Un’ipotesi che ha portato la Società Svizzera di Cardiologia a lanciare un appello: "Non esitate a chiamare il pronto soccorso perché ogni minuto conta".
Per il presidente e co-primario del Cardiocentro, Giovanni Pedrazzini, il fenomeno è preoccupante e conferma che in Ticino le urgenze cardiologiche potrebbero essere diminuite circa della metà, anche se i dati precisi non sono ancora disponibili.

“L’impressione è che ci siano dei pazienti che, a causa del lockdown, tendono a banalizzare i sintomi dei problemi cardiaci, rischiando così di aggravare la propria situazione – spiega Pedrazzini -. Non bisogna assolutamente esitare a chiamare i soccorsi se si avvertono segnali cardiaci sospetti. Gli ospedali sono in grado di gestire tutti in sicurezza”.

Il commento del co-primario del Cardiocentro di Lugano Giovanni Pedrazzini:

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