Organizzazioni criminali ‘Ndrangheta, confisca a Melide confermata

Di Mattia Pacella, RSI News

Rimangono congelate le azioni in mano alla potente cosca Pensabene di una società edile ticinese, bloccate nel 2014.


Trentamila franchi, suddivisi in 300 azioni al portatore, confiscati a un uomo vicino alla potente cosca dei Pensabene. Lui era azionista, nella misura del 30%, di una società edile che aveva sede e Melide. Il sequestro è nato a seguito dall’operazione italiana denominata “Tibet”, che nel marzo 2014 colpì la locale di Desio nel Milanese. 

Trentaquattro le persone finite in manette all’epoca tra cui membri che facevano affari anche in Svizzera. Ora, dopo la condanna per associazione di stampo mafioso dell’uomo in Italia, il 4 marzo scorso, il Tribunale Penale Federale di Bellinzona (TPF) ha ordinato la confisca delle azioni. E recentemente ha respinto il reclamo dell’avvocato difensore.

Questo grazie all’articolo 72 del codice penale elveticoLink esterno, che prevede la confisca di beni appartenenti alle organizzazioni criminali. “È uno strumento efficace per la lotta alle infiltrazioni criminali” spiega l’avvocato Pierluigi Pasi, già procuratore federale. “La sentenza odierna è anche un esempio di come la ‘ndrangheta investa non nelle banche ma in società attive nell’edilizia”.

Secondo l’articolo 72, possono essere confiscati tutti i valori patrimoniali di cui un'organizzazione criminale può disporre, qualunque sia la loro origine: illecita ma anche lecita.

La decisione del TPF non è ancora definitiva, è infatti possibile ricorrere alle istanze superiori.

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