Oggi in Svizzera
Care lettrici, cari lettori,
la politica svizzera è al centro dell’attenzione in quest’ultima rassegna stampa della settimana. Tra gli appuntamenti più attesi degli ultimi giorni figuravano il primo sondaggio SSR in vista delle votazioni federali e la chiusura dei termini per la presentazione delle candidature alla successione di Guy Parmelin.
Entrambi i temi offrono prime indicazioni, senza però dissipare le incertezze. L’esito di diverse votazioni in programma il 29 novembre rimane incerto e la corsa al Consiglio federale appare più aperta che mai dopo la presentazione di otto candidature in seno all’UDC.
Buona lettura!
Il primo sondaggio SSR in vista delle votazioni federali del 29 novembre è stato pubblicato venerdì, a poco più di un mese dal voto. L’indagine mostra una campagna ancora ampiamente aperta. Al momento, soltanto uno dei quattro oggetti sottoposti al voto popolare sembra godere di un vantaggio davvero confortevole, mentre sugli altri tre permangono significative incertezze.
Il tema che riscuote il maggior consenso è l’iniziativa volta a limitare i fuochi d’artificio rumorosi. Se si votasse oggi, il 69% delle persone intervistate l’accetterebbe. Anche l’iniziativa del Centro a favore di una tassazione più equa delle coppie sposate è in vantaggio, con il 55% di intenzioni di voto favorevoli contro il 34% di pareri negativi. Questa maggioranza non le garantisce tuttavia la vittoria, poiché le iniziative popolari tendono spesso a perdere terreno nel corso della campagna.
Molto più incerta la situazione per gli altri due oggetti. L’aumento dell’IVA destinato a finanziare la 13esima rendita AVS è attualmente respinto dal 49% del campione, contro il 46% che lo sostiene. Quanto alla revisione della legge sul materiale bellico, raccoglie il 49% di “sì” e il 41% di “no”, senza che emerga una chiara maggioranza.
Le prossime settimane di campagna si annunciano quindi decisive. Gli autori del sondaggio sottolineano infatti che la formazione dell’opinione è ancora poco avanzata su diversi temi, lasciando ampio margine di manovra sia al campo dei favorevoli sia a quello dei contrari dei vari progetti
L’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice)dispone di un ampio ventaglio di opzioni per sostituire il consigliere federale dimissionario Guy Parmelin. Alla scadenza del termine fissato per venerdì a mezzogiorno, otto personalità si erano candidate a un seggio in Consiglio federale.
Tra gli aspiranti figurano la ginevrina Céline Amaudruz, il bernese francofono Pierre Alain Schnegg, il ticinese Marco Chiesa, il solettese Rémy Wyssmann, lo zughese Thomas Aeschi, i vallesani Michael Graber e Franz Ruppen, nonché l’argoviese Jean-Pierre Gallati. Il partito può così scegliere tra profili che spaziano da parlamentari federali a diversi consiglieri di Stato con una lunga esperienza politica.
Questa varietà riflette le diverse sensibilità e regioni linguistiche dell’UDC. Le candidature romande sono osservate con particolare attenzione, poiché l’elezione di un esponente della Svizzera tedesca o del Ticino ridurrebbe la presenza francofona in Consiglio federale dopo la partenza del vodese Guy Parmelin.
Particolarmente seguita è anche la candidatura di Céline Amaudruz. Vicepresidente dell’UDC Svizzera, è l’unica donna in corsa e potrebbe diventare la prima consigliera federale ufficialmente eletta sotto i colori del partito. Il suo profilo suscita tuttavia alcune riserve all’interno di determinati ambienti dell’UDC.
La corsa è però soltanto all’inizio. Dopo le audizioni dei papabili, l’UDC presenterà le candidature ufficiali il 20 novembre, mentre l’elezione da parte dell’Assemblea federale è prevista per il 9 dicembre.
Just Eat Svizzera intende sostituire una parte dei suoi corrieri salariati con lavoratori e lavoratrici indipendenti e partner logistici esterni. Nell’ambito di questa riorganizzazione potrebbero andare persi diverse centinaia dei circa 700 posti di lavoro attuali. La portata esatta della misura sarà nota nelle prossime settimane.
L’annuncio segna una svolta significativa per l’azienda di consegna pasti. Finora Just Eat Svizzera rappresentava un’eccezione nell’economia delle piattaforme, impiegando direttamente i propri corrieri, a differenza di molti concorrenti. L’azienda ritiene però ora di avere bisogno di un modello più flessibile per adattarsi all’evoluzione delle abitudini di consumo.
La transizione non riguarderà tuttavia l’intero Paese. Nella Svizzera romanda i corrieri dovrebbero mantenere lo status di dipendenti, in particolare in seguito a decisioni giudiziarie emesse nei cantoni di Vaud e Ginevra.
I sindacati denunciano un avvicinamento al modello Uber Eats e temono la moltiplicazione di situazioni di “falsa indipendenza”. A loro avviso, Just Eat dimostrava finora che una piattaforma di consegna poteva funzionare garantendo ai lavoratori e alle lavoratrici le tradizionali tutele sociali. La ristrutturazione riapre quindi il dibattito sulle condizioni di lavoro nell’economia delle piattaforme.
Dopo quattro mesi di siccità eccezionale, la situazione comincia finalmente a migliorare nella Svizzera francese. Per la prima volta dalla fine di giugno, l’Ufficio federale dell’ambiente ha abbassato il livello di allerta nel bacino lemanico e nell’Arco giurassiano, portandolo dal grado 4 al grado 2. Le recenti precipitazioni hanno contribuito a migliorare l’umidità dei suoli e il livello dei corsi d’acqua.
La Svizzera non è però ancora fuori pericolo. Gran parte del Paese continua a essere confrontato con una grave siccità, in particolare nella Svizzera tedesca, dove il livello del Reno rimane particolarmente basso. Le autorità ritengono che saranno necessarie abbondanti precipitazioni invernali per un pieno ritorno alla normalità.
Il miglioramento registrato nella Svizzera romanda si accompagna a un netto cambiamento del paesaggio alpino. Dopo un inizio d’autunno insolitamente mite, la neve è tornata a imbiancare le vette delle Alpi. Diversi passi alpini, tra cui Furka, Grimsel, Nufenen e San Gottardo, sono stati chiusi, mentre nei prossimi giorni sono previste nuove nevicate.
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