La televisione svizzera per l’Italia
uomo anziano beve da un bicchiere

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

L'ondata di caldo non dà tregua alla Svizzera e si fa sentire soprattutto dove le persone non possono semplicemente evitarla: negli ospedali e nelle carceri. Nella Svizzera romanda, i locali surriscaldati causano malcontento e personale, pazienti e detenute e detenuti chiedono soluzioni migliori.

Dal punto di vista sportivo, il Paese è ancora in preda alla febbre dei Mondiali: la Nazionale è tornata a Zurigo dopo la sua storica partecipazione ai quarti di finale. Dietro al successo non ci sono solo emozioni e riconoscimenti, ma anche importi milionari per l'Associazione Svizzera di Football.

Cordiali saluti.

display digitale indica temperatura di 37,2 gradi centigradi (esterno)
L’ondata di caldo lo dimostra: numerose infrastrutture in Svizzera non sono ancora preparate alle crescenti temperature estreme. Keystone / Laurent Gillieron

L’ondata di caldo persistente sta portando al limite le strutture pubbliche della Svizzera romanda. Resoconti dagli ospedali e dalle carceri di Ginevra mostrano quanto pazienti, detenuti e personale soffrano per le alte temperature.

All ‘Ospedale universitario di Ginevra (HUG), il personale ha protestato contro temperature di 34 gradi nelle stanze di degenza e fino a 40 gradi in alcuni locali di lavoro. I sindacati chiedono più personale e un sistema di climatizzazione sostenibile. La direzione dell’ospedale fa riferimento agli edifici obsoleti e ha introdotto misure immediate come ventilatori, aree refrigerate e ha istituito un’unità di crisi.

Anche nelle celle delle prigioni romande si misurano regolarmente più di 30 gradi. Le persone detenute chiedono ventilatori e un migliore accesso alle docce. Le amministrazioni reagiscono con acqua, pasti freddi e programmi giornalieri adattati, ma ammettono che gli edifici vetusti non sono adeguati a far fronte alle temperature in aumento.

Sia negli ospedali che nelle carceri, responsabili e organi di vigilanza considerano l’infrastruttura edilizia il problema centrale. Mentre le misure a breve termine dovrebbero mitigare le conseguenze del caldo, per ristrutturazioni complete ci vorranno probabilmente ancora anni.

La nazionale di calcio svizzera viene accolta da tifosi e tifose al suo arrivo sulla Turbinenplatz di Zurigo
La nazionale di calcio svizzera viene accolta da tifosi e tifose al suo arrivo sulla Turbinenplatz di Zurigo. Keystone / Claudio Thoma

Con l’accoglienza della nazionale svizzera a Zurigo, martedì si è conclusa la storica campagna dei Mondiali. La squadra torna a casa dopo l’eliminazione ai quarti di finale contro l’Argentina con molti riconoscimenti e con un successo finanziario per l’Associazione Svizzera di Football (ASF).

La qualificazione tra le migliori otto squadre del torneo porta all’ASF un premio FIFA di 19 milioni di dollari. Il presidente Peter Knäbel, nonostante i costi “massicciamente” elevati per il viaggio in Nord America, calcola un’eccedenza di circa tre milioni di franchi. Gli introiti dei tornei sono diventati per la federazione una componente importante della pianificazione e vengono investiti sia nel calcio professionistico che in quello amatoriale.

La Svizzera beneficia del montepremi della FIFA, che per i Mondiali distribuisce complessivamente circa 870 milioni di dollari a federazioni e squadre. Per la partecipazione ai quarti di finale ci sono 19 milioni di dollari, l’accesso alla semifinale ne avrebbe portati altri nove, mentre la squadra campione del mondo ne riceve 50. Chi critica, tuttavia, lamenta che i premi distribuiti siano ancora relativamente bassi rispetto agli introiti della federazione mondiale.

Ora lo sguardo è già rivolto ai prossimi impegni: in autunno, la Svizzera inizierà la Nations League, che sarà decisiva anche per la posizione di partenza nelle qualificazioni agli Europei del 2028. L’allenatore Murat Yakin ha un contratto fino all’estate del 2028, e il capitano Granit Xhaka e altri giocatori chiave dovrebbero rimanere in squadra. “Nessuno dei giocatori mi ha detto di voler smettere”, ha dichiarato Yakin il giorno dopo l’eliminazione.

Persone rifugiate raggiungono la costa turca vicino ad Ayvalık dopo un presunto respingimento da parte delle autorità greche
Persone rifugiate raggiungono la costa turca vicino ad Ayvalık dopo un presunto respingimento da parte delle autorità greche. Keystone

Con i suoi fondi, la Svizzera ha indirettamente reso possibili violazioni dei diritti umani alla frontiera esterna dell’UE? Un nuovo rapporto di esperti ed esperte approfondisce la questione.

La Svizzera ha versato oltre 300 milioni di franchi nei fondi europei per la protezione delle frontiere. Sono stati cofinanziati, tra l’altro, veicoli, droni e termocamere, anche in Paesi come Croazia, Grecia e Polonia, dove sono stati segnalati i cosiddetti “pushback” – ovvero respingimenti violenti di persone in cerca di protezione senza una procedura d’asilo. Un nuovo rapporto di esperti ed esperte sta ora indagando se i fondi svizzeri siano stati utilizzati indirettamente per presunte violazioni dei diritti umani.

Il rapporto non è stato in grado di dimostrare un nesso diretto con i respingimenti. Tuttavia, ciò non può essere escluso. Secondo l’Aiuto svizzero ai rifugiati, è difficile associare singole violazioni a finanziamenti specifici, motivo per cui chiede un controllo indipendente dei fondi.

A livello politico, la partecipazione svizzera rimane controversa. Mentre il Consiglio federale intende sostenere una migliore supervisione e maggiori controlli, l’UDC rifiuta meccanismi di controllo aggiuntivi e chiede che in futuro i fondi vengano impiegati in Svizzera. La questione della portata della responsabilità della Svizzera per l’uso dei suoi contributi alla frontiera esterna dell’UE è quindi destinata a continuare a far discutere.

logo google in mezzo a piante verdi tropicali
La COMCO sta verificando se il gruppo, con le modifiche alla selezione del motore di ricerca sui dispositivi Android, limiti la concorrenza. Keystone

La Commissione della concorrenza svizzera (COMCO) mette nel mirino Google. L’autorità sta indagando se il colosso tecnologico, con l’abolizione di una funzione di scelta sui dispositivi Android, limiti la concorrenza tra i motori di ricerca.

A scatenare l’indagine è il cosiddetto “Choice Screen”. Questa schermata permetteva agli utenti di selezionare un motore di ricerca predefinito durante la configurazione di un nuovo smartphone Android. Google ha rimosso la funzione in Svizzera, mentre è ancora disponibile nello Spazio economico europeo. Di conseguenza, sui dispositivi elvetici Google Search è preimpostato automaticamente.

La COMCO sta ora esaminando se questa pratica svantaggi la concorrenza e renda più difficile l’ingresso nel mercato. Google giustifica la differenza con l’UE facendo riferimento al Digital Markets Act, in vigore nell’Unione. Le autorità garanti della concorrenza sottolineano però che anche la legge svizzera sui cartelli mira a proteggere la concorrenza in caso di tali preimpostazioni.

L’indagine preliminare durerà prevedibilmente alcuni mesi. In seguito, secondo la COMCO, si deciderà se avviare un procedimento formale. Le possibilità di sanzione della COMCO includono multe e divieti. È anche possibile, tuttavia, che le parti raggiungano un accordo amichevole.

storica pubblicità murale per le macchine da cucire Bernina su un edificio di zugo
© 2026 Andreas Busslinger

Foto del giorno

Durante la demolizione di un edificio antistante la stazione di Zugo, è riemersa una storica pubblicità murale per le macchine da cucire Bernina. Il dipinto, risalente al 1941, è rimasto nascosto per decenni ed è considerato uno dei più grandi esempi conservati di grafica pubblicitaria storica in Svizzera. Dopo la nuova costruzione, scomparirà di nuovo tra gli edifici.

Tradotto dal tedesco e verificato da Marija Milanovic

Articoli più popolari

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR