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alunna con mano alzata in classe

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

in Svizzera non è raro che persone francofone e germanofone passino all'inglese per capirsi. Succede persino all'interno della nostra azienda.

Per evitare che questa situazione diventi la norma, la ministra dell’interno Elisabeth Baume-Schneider vuole imporre ai Cantoni l’insegnamento di una seconda lingua nazionale già a livello primario. 

Ma in tutto questo, che ne è delle persone italofone? Spesso sono costrette a imparare almeno una, se non due, altre lingue nazionali. Per non parlare di quelle che parlano romancio… 

alunni in classe
Le bambine e i bambini germanofoni probabilmente non potranno evitare le lezioni di francese già nella scuola primaria. Keystone / Christian Beutler

Elisabeth Baume-Schneider aveva promesso di intervenire se i Cantoni non avessero risolto autonomamente la questione linguistica, e lo ha fatto. La ministra dell’interno ha posto in consultazione questo venerdì un progetto di legge che mira a rendere obbligatorio l’insegnamento di una seconda lingua nazionale nella scuola primaria. 

La consigliera federale giurassiana ha presentato due varianti: la prima prevede di iscrivere nella legge sulle lingue l’apprendimento di due lingue straniere nella scuola primaria, ovvero una lingua nazionale e l’inglese. La seconda introduce un requisito minimo nella legge sulle lingue, ossia l’insegnamento di una seconda lingua nazionale già dalla scuola primaria. 

Il Consiglio federale è “preoccupato” dalla decisione di alcuni Cantoni germanofoni di rinviare l’insegnamento della seconda lingua nazionale alla scuola secondaria. Una simile decisione “mette a rischio l’armonizzazione dell’insegnamento e la coesione nazionale”, stima il Governo. 

Elisabeth Baume-Schneider ha sottolineato che non si tratta solo di una questione pedagogica. “Si rimette in discussione il multilinguismo del nostro Paese. Non è perché la matematica è difficile che la si abbandona”, ha dichiarato. 

donna piange su bandiera hezbollah
Hezbollah è già considerato un’organizzazione terroristica da diversi Stati e organizzazioni, tra cui Stati Uniti, Germania, Canada, Unione Europea e la maggior parte degli Stati arabi. Copyright 2024 The Associated Press. All Right Reserved

Nonostante le sue riserve, il Consiglio federale deve rassegnarsi a mettere al bando Hezbollah in Svizzera, come ha fatto con Hamas. Questo venerdì ha posto in consultazione un progetto in tal senso. 

Il Governo intende completare la legge che già vieta Hamas dal 2024 aggiungendo anche Hezbollah. Ha ricordato che l’organizzazione islamista radicale libanese lancia da anni razzi verso il nord di Israele. Questi episodi si sono intensificati dopo l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, nel corso del quale in Israele sono state uccise quasi 1’200 persone. 

Con questa legge, il Consiglio federale risponde a un mandato parlamentare. Durante i dibattiti alle Camere, tuttavia, si era opposto alla richiesta di messa al bando di Hezbollah. Il Governo riteneva infatti che il divieto di Hamas non dovesse comportare un cambio di paradigma nella prassi svizzera, tradizionalmente “moderata” in materia di interdizione di organizzazioni. 

Il divieto prevede sanzioni penali per le persone che sono membri o sostengono questi gruppi . È prevista una pena detentiva fino a 10 anni per atti volti a sostenere questi movimenti. Le persone che esercitano un’influenza determinante all’interno di tali entità rischiano fino a 20 anni di carcere. 

negozi barricati per le strade di ginevra prima del g7
Atmosfera tesa nelle strade di Ginevra a due giorni dall’inizio del G7. Keystone / Martial Trezzini

A meno di due giorni dall’inizio del G7, Ginevra si è barricata dietro palizzate gialle, mentre continua il braccio di ferro tra Berna e Parigi sulla questione dei costi. Il contro-summit al vertice delle sette potenze mondiali, invece, inizia già oggi. 

Negozi, edifici storici, università: gran parte della città è ormai ricoperta da protezioni per prevenire eventuali danni legati alle manifestazioni anti-G7. Diversi posti di frontiera tra Svizzera e Francia sono stati chiusi e circa 14’000 persone sono mobilitate per garantire la sicurezza del vertice, che si apre lunedì. L’obiettivo è chiaro: evitare le violenze che avevano segnato il G8 del 2003. 

Sul piano politico non è ancora stato trovato alcun accordo tra Parigi e Berna sulla ripartizione dei costi dell’evento. Come riporta 24 heuresdiversi esponenti politici vorrebbero che la Francia si assuma interamente o in parte la spesa del “suo” G7. Il deputato ginevrino del Partito liberale radicale (PLR, destra) Vincent Maître ha presentato una mozione per chiedere al Governo di avviare passi in tal senso. 

Come ogni vertice internazionale, anche questo è accompagnato da mobilitazioni di protesta. Il contro-summit al G7, organizzato dalla coalizione No-G7, apre questa sera a Ginevra con incontri internazionali. Le discussioni verteranno in particolare sulla costituzione di forme di resistenza all’imperialismo, al colonialismo e alle diverse pratiche di repressione. Culmine della mobilitazione: una grande manifestazione prevista domenica pomeriggio.

coppia moretti
La coppia Moretti figura probabilmente tra le personalità più detestate in Italia. Keystone / Jean-Christophe Bott

Dopo una fase di tregua, la tempesta politico-mediatica attorno al dramma di Crans-Montana è ripresa in Italia. Al centro delle polemiche: la volontà della coppia Moretti, proprietaria del bar Le Constellation, di riaprire due altri locali di sua proprietà. 

Sei mesi dopo l’incendio che ha causato 41 morti in un bar della località vallesana, i proprietari del luogo del disastro sperano di ottenere l’autorizzazione a riaprire i loro due ristoranti, il Senso a Crans-Montana e Le Vieux Chalet a Lens. Senza reddito da Capodanno, i Moretti, genitori di due bambini piccoli, cercano così di ritrovare una fonte di sostentamento. 

In Italia questa prospettiva suscita forti reazioni, riferisce venerdì la Radiotelevisione svizzera in lingua francese RTS. Da alcuni giorni i media della Penisola dedicano nuovamente ampio spazio alle conseguenze della tragedia, in particolare alla coppia Moretti. Gli attacchi più duri sono rivolti a Jessica Moretti, definita “bugiarda”, “attrice” o donna capace di versare “lacrime di coccodrillo davanti alle telecamere”. 

L’ambasciatore italiano in Svizzera è stato persino interpellato per impedire la riapertura del Vieux Chalet. Pur non avendo tale competenza, ha suggerito alle famiglie delle vittime di lanciare una petizione per opporsi. Per il momento, la RTS non ha trovato traccia di una simile iniziativa.

Foto del giorno

piante succulente
Claudio Thoma / Keystone

La “regina della notte”, un cactus che fiorisce una sola notte all’anno, ha attirato numerose persone giovedì alla collezione di piante succulente di Zurigo. 

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