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Oggi in Svizzera

Care svizzere e cari svizzeri all’estero,

mancano meno di due settimane alle votazioni federali e la tensione sale. I risultati dell'ultimo sondaggio indicano un "no" all'iniziativa popolare "No a una Svizzera da 10 milioni!", mentre per la modifica della legge sul servizio civile l'esito rimane incerto. In questa edizione della nostra rassegna stampa giornaliera, scoprirete la posizione della Quinta Svizzera sulle due proposte.

Cari saluti da Berna.

persone attraversano sulle strisce
Si prospetta un rifiuto dell’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni” Keystone / Christian Beutler

Il secondo sondaggio della SSR mostra che il fronte del “no” all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!” è in testa. Per la modifica della legge sul servizio civile, l’esito è decisamente più incerto.

Sono stati resi pubblici oggi i risultati del secondo sondaggio della SSR in vista delle votazioni del 14 giugno. Riguardo all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!”, emerge una tendenza a favore del campo del “no”: il 52% delle persone intervistate ha dichiarato di voler respingere il testo. Il 45% si è detto favorevole, mentre il resto del campione non ha ancora deciso come votare, o ha scelto di non fornire indicazioni.

La comunità svizzera all’estero respinge l’iniziativa in modo più netto, con il 63% di pareri contrari. “La Quinta Svizzera è scettica nei confronti delle proposte dell’UDC (destra conservatrice, ndr) per limitare l’immigrazione”, dice il ricercatore Lukas Golder, che ha condotto il sondaggio. Golder ricorda che le svizzere e gli svizzeri all’estero beneficiano dell’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE.

Per quanto riguarda la modifica della legge sul servizio civile, che mira a introdurre condizioni di accesso più severe all’alternativa alla leva militare, i risultati dell’istituto di ricerca gfs.bern prevedono un esito ancora più combattuto. Il fronte del “si” sembra aver perso il vantaggio che si era finora registrate, e si attesta ora al 48% di intenzioni di voto favorevoli, contro il 46% di quelle contrarie. Si tratta di un dato insolito, poiché i progetti delle autorità tendono a guadagnare consensi nel corso della campagna. Tra la comunità svizzera all’estero si delinea un quadro simile, sebbene con una percentuale più alta di persone indecise.

ems chemie
La consigliera nazionale dell’UDC Magdalena Martullo-Blocher cerca personale all’estero per la sua azienda. Keystone / Claudio Thoma

Mentre l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) cerca di limitare l’immigrazione con la sua iniziativa, l’azienda EMS Chemie di Magdalena Martullo-Blocher recluta personale nell’Unione Europea.

Anche un’inchiesta della Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS si occupa dell’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni!”. RTS rivela che l’azienda EMS Chemie, guidata dalla consigliera nazionale dell’UDC Magdalena Martullo-Blocher, assume forza lavoro nell’UE, mentre la sua dirigente si batte per una limitazione dell’immigrazione.

Secondo RTS, l’azienda ha pubblicato diverse offerte di lavoro all’estero. Particolarmente degno di notaun annuncio per una posizione da chimica o chimico. A causa del tasso di disoccupazione in questa professione, prima di cercare risorse umane all’estero, l’annuncio avrebbe dovuto essere notificato all’Ufficio regionale di collocamento (URC). L’obbligo di notifica dei posti vacanti è stato introdotto dopo l’accettazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, al fine di favorire la manodopera residente.

Magdalena Martullo-Blocher non ha commentato le accuse. La vicepresidente dell’UDC, Céline Amaudruz, ha dichiarato che l’iniziativa non impedisce il reclutamento di personale straniero. EMS Chemie ha sottolineato di dipendere da lavoratrici e lavoratori provenienti dall’estero a causa della carenza di personale qualificato.

Breel Embolo durante l'allenamento al ritiro pre-Mondiale, a San Gallo il 28 maggio 2026.
Breel Embolo durante l’allenamento al ritiro pre-Mondiale, a San Gallo il 28 maggio 2026. Keystone / Gian Ehrenzeller

L’attaccante Breel Embolo non è potuto partire con la Nazionale maschile svizzera di calcio per il ritiro per i Mondiali negli Stati Uniti. Il motivo: un modulo ESTA non valido.

Se negli ultimi anni avete fatto un viaggio negli Stati Uniti, sapete cos’è l’ESTA. Si tratta di un’autorizzazione di viaggio elettronica che va richiesta prima della partenza. Quando ieri la Nazionale maschile svizzera di calcio si apprestava a partire per San Diego per il ritiro in vista della Coppa del Mondo, l’attaccante Breel Embolo non ha potuto imbarcarsi, perché il suo ESTA, fino a quel momento valido, è stato sottoposto a una nuova verifica poco prima del decollo.

Per ottenere online il permesso d’ingresso, è necessario rispondere ad alcune domande, ad esempio sull’esistenza di eventuali precedenti penali. Proprio questa domanda potrebbe essere costata cara a Embolo, scrive l’Aargauer Zeitung.

Il 29enne, infatti, è stato condannato con sentenza passata in giudicato lo scorso aprile. Per minacce multiple, la Corte d’appello di Basilea lo ha condannato a una pena pecuniaria sospesa di 45 aliquote giornaliere da 3’000 franchi, con un periodo di prova di due anni.

Stando a quanto riportato da diversi media, Embolo sta ora tentando di recarsi negli Stati Uniti con un visto anziché con un’autorizzazione ESTA. In questo tentativo sta ricevendo sostegno ai massimi livelli, come riferisce l’Aargauer Zeitung. Interpellato in merito, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha comunicato di essere in stretto contatto con l’ambasciata statunitense a Berna e di voler “chiarire la situazione e trovare una soluzione il più rapidamente possibile, affinché il signor Embolo possa entrare negli Stati Uniti”.

Parlamentari in costume tradizionale: Roland Rino Büchel (UDC), Regina Durrer (Centro), Katja Christ (GLP), Pierre-André Page (UDC), Farah Rumy (PS) e Vroni Thalmann-Bieri (UDC).
Parlamentari in costume tradizionale: Roland Rino Büchel (UDC), Regina Durrer (Centro), Katja Christ (GLP), Pierre-André Page (UDC), Farah Rumy (PS) e Vroni Thalmann-Bieri (UDC). Keystone / Alessandro Della Valle

Il finanziamento della 13esima rendita AVS resta un tema molto dibattuto: il Consiglio nazionale insiste su una soluzione temporanea basata sull’imposta sul valore aggiunto.

Nel frattempo, a Berna prosegue la sessione di primavera delle Camere federali, oggi con un codice di abbigliamento speciale. Il 6 giugno in Svizzera è la “Giornata del costume tradizionale” e il Parlamento l’ha celebrata in anticipo. Diverse figure politiche e loro ospiti si sono presentati a Palazzo federale indossando abiti tradizionali.

Oltre a sfoggiare e ammirare i costumi, si è anche discusso di politica. La controversia sul finanziamento della 13esima rendita AVS entra in una nuova fase. Il Consiglio nazionale (CN) ha deciso di finanziarla fino al 2033 attraverso un aumento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) di 0,5 punti percentuali. In questo modo, il CN mantiene la sua posizione a favore di un finanziamento a tempo determinato senza un aumento dei contributi salariali, a differenza del Consiglio degli Stati, che preferisce una soluzione mista e permanente basata sia sull’IVA, che sui prelievi salariali.

Inoltre, il Consiglio nazionale intende proteggere meglio le vittime di violenza e ha approvato una revisione della legge sull’aiuto alle vittime di reati. La proposta obbliga i Cantoni, tra le altre cose, a fornire un numero sufficiente di strutture di protezione per le vittime e i loro familiari; ora se ne occuperà il Consiglio degli Stati. Entrambi i dossier tornano quindi alla Camera dei Cantoni.

palizzata di legno
Keystone / Salvatore Di Nolfi

Foto del giorno

Ecco come si presentano altri Paesi quando si preparano a un uragano. Qui a Ginevra, la palizzata di legno serve però a proteggersi dalle manifestazioni contro il vertice del G7, che inizierà il 15 giugno nella città francese di Evian.

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