La televisione svizzera per l’Italia
Persone davanti a pannello di lutto per Crans Montana

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

Se da un lato la solidarietà e il dolore per le vittime hanno unito la Svizzera dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dall'altro la rabbia e le critiche hanno reso un po' più profondo il "Röstigraben".

La località vallesana è però d'attualità anche per un'altra ragione, i Giochi Olimpici invernali 2038, che potrebbero tornare in Svizzera dopo 90 anni.

Buona lettura,

Edificio in controluce
Bandiera a mezz’asta sopra la Stadthaus di Zurigo in commemorazione delle vittime di Crans-Montana. Keystone / Claudio Thoma

C’è animosità tra le regioni linguistiche dopo che diversi editoriali della stampa svizzero-tedesca, dopo la tragedia di Crans-Montana, non hanno usato il guanto di velluto con il Canton Vallese, che dipingono come una terra di omertà e clientelismo.

A dare il via all’ondata di critiche è stata la NZZ, una settimana dopo il terribile incendio. “Vallese, terra di dolore e colpa” era il titolo dell’editoriale del giornalista vallesano di lingua tedesca Samuel Burgener, secondo cui il suo Cantone d’origine è caratterizzato da una cultura del silenzio in cui la buona salute del settore turistico sembra avere la precedenza sulla sicurezza.

Altri giornali non sono stati più indulgenti, parlando di “fallimento strutturale”. Il Blick sottolinea che l’immagine coltivata dal Vallese di Cantone “ribelle”, che sa arrangiarsi da solo, ha le proprie regole e nutre un sano scetticismo verso il Governo federale, è arrivata ora a una dolorosa fine.

Il presidente del Governo vallesano Mathias Reynard ha reagito a questi attacchi parlando di pregiudizi e affermando che “l’arroganza di certi media svizzero-tedeschi in questo periodo non è all’altezza della situazione”. Il consigliere di Stato ammette che vi siano alcuni casi di clientelismo contro cui bisogna lottare ma, a suo parere, mettere in discussione l’operato di tutte le persone che hanno ruoli di responsabilità “non aiuta a stabilire la verità”.

Persone in conferenza stampa
(Da sinistra) Ruth Metzler-Arnold, presidente di Swiss Olympic, le copresidenti di “Switzerland 2038” Ruth Wipfli Steinegger e Lenka Koelliker, e il CEO dell’associazione Frederic Favre durante la conferenza stampa sul progetto di candidatura. Keystone / Peter Klaunzer

La Svizzera ha ufficialmente presentato il suo progetto di candidatura per ospitare i Giochi olimpici e paralimpici invernali nel 2038. La stampa elvetica parla di una visione ambiziosa e pionieristica, non circoscritta a una sola città o regione.

La candidatura, curata dall’associazione “Switzerland 2038”, ha ricevuto un importante attestato di fiducia dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO), ricorda oggi tvsvizzera.it. A fine novembre 2023, infatti, il CIO aveva invitato la Confederazione a un “dialogo privilegiato”, uno statuto preferenziale che concede al Paese il tempo necessario per perfezionare il dossier fino alla fine del 2027, al riparo dalla concorrenza di altre nazioni.

Il progetto prevede che l’evento sia distribuito in modo capillare in tutte le regioni linguistiche. Una strategia che, secondo SRF, potrebbe rivelarsi vincente, dopo i fallimenti di precedenti tentativi naufragati sotto i colpi dell’opposizione della popolazione locale.

Le competizioni sportive sono attualmente previste a Ginevra, Losanna, Crans-Montana, Engelberg, Zurigo, Zugo, Lugano, Lenzerheide e St. Moritz. Losanna è attualmente la città più papabile per la cerimonia d’apertura, Berna per quella di chiusura. Il budget per preparare la manifestazione nei prossimi 10 anni, tra fondi privati (82%) e pubblici (18%), è stimato a 2,2 miliardi di franchi. La Confederazione ha ospitato due volte le Olimpiadi invernali, sempre a St. Moritz, nel 1928 e nel 1948.

Mani di paziente e infermiere
Le persone anziane sono le prime a subire le conseguenze della penuria di personale curante. Keystone / Gaetan Bally

Gli alti salari versati in Svizzera rispetto ai Paesi vicini hanno conseguenze preoccupanti in Germania. Negli ospedali vicino al confine elvetico il tasso di mortalità è maggiore rispetto al resto del Paese a causa dell’esodo del personale infermieristico. 

A sottolineare questo legame causale è uno studio del Centro per la Ricerca Economica Europea (ZEW) e dell’Istituto IFO.

L’aspettativa di vita negli ultimi anni è aumentata in Germania, ma è rimasta stagnante nelle zone limitrofe alla Svizzera, che dal 2011 hanno perso circa il 12% del personale infermieristico rispetto a distretti simili nell’entroterra del Paese.

Le regioni tedesche colpite hanno iniziato a dare priorità ai pazienti in base alle loro esigenze mediche e, in particolare, a ridurre gli interventi chirurgici non urgenti. Ogni punto percentuale del calo di personale ha ridotto l’intensità delle cure di circa lo 0,8% per paziente, la probabilità di intervento chirurgico dell’1% e ha aumentato la probabilità di morte dello 0,4%, precisa lo studio.

Sergio Ermotti con in mano degli occhiali prima di un discorso
Ermotti durante l’assemblea generale di UBS, nell’aprile del 2025. Keystone / Urs Flüeler

Il CEO di UBS Sergio Ermotti, secondo rivelazioni del Financial Times, prevede di lasciare la sua funzione nell’aprile del 2027. Al momento, la banca non conferma, né smentisce queste indiscrezioni.

Aleksandar Ivanovic, responsabile dell’Asset Management della prima banca elvetica, viene indicato come “uno dei più probabili” successori del 65enne ticinese.

Ermotti aveva già diretto UBS dal 2011 al 2020 ed è stato riassunto come direttore generale nel 2023 per pilotare l’acquisizione di Credit Suisse (CS). Aveva precedentemente affermato che avrebbe guidato la banca “almeno” fino alla completa integrazione della ex concorrente.

In borsa il titolo di UBS ha guadagnato quasi il 30% l’anno scorso e ha raddoppiato il suo valore dalla vigilia dell’acquisizione di CS. Recentemente, Ermotti è apparso a più riprese nell’attualità elvetica per la sua forte opposizione ai nuovi e più severi requisiti patrimoniali voluti dal Consiglio federale, che ha definito “estremi e sproporzionati”.

Secondo alcune voci, UBS starebbe addirittura valutando di trasferire la propria sede all’estero per evitare questi vincoli, ma lo stesso Ermotti ha definito l’idea “una sciocchezza”.

Strade illuminate con luce rossa
Keystone / Cyril Zingaro

Foto del giorno

Non è un fermo-immagine della serie di fantascienza Stranger Things, ma una foto scattata nei pressi di Losanna. I servizi industriali della città hanno deciso di illuminare con luci rosse le strade in modo da ridurre il disturbo alla fauna selvatica e garantire al contempo la visibilità per chi guida.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR