La televisione svizzera per l’Italia
Il tunnel ferroviario del San Gottardo.

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

dopo l'annuncio degli aumenti dei premi dell'assicurazione malattia, sui media svizzeri è un fiorire di vademecum su come "stringere la cinghia". In molti cantoni sono infatti aumentati anche i costi per il riscaldamento e l'accumularsi di percentuali di rincaro in diverse voci del budget, riassunte in questo articolo pubblicato da Il Corriere del Ticino, mette in difficoltà persone e famiglie dal reddito medio o basso. In parallelo, si discute dell'aumento dei salari che dovrebbe compensare quello del costo della vita. Di oggi la notizia che Migros, che con la sua forza-lavoro di 100'000 dipendenti ha un peso non indifferente nel Paese, ha raggiunto un accordo con i sindacati. Vedremo quali e quante aziende seguiranno, per capire se nel mondo del lavoro elvetico sarà o meno un autunno caldo.  

Buona lettura.

Palazzo federale a Berna al tramonto.
Giorni caldi a Palazzo, per l’ultima sessione prima delle votazioni federali. Keystone / Peter Klaunzer

Asilo e gestione dei flussi migratori al centro dell’agenda politica in UE e in Svizzera.

Anche in Svizzera tiene banco in questi giorni il tema della gestione dei flussi migratori e di quali Paesi, e in che modo, debbano giocare la loro parte. Le immagini di Lampedusa ritornano nei discorsi di parlamentari e membri dell’Esecutivo. Un tema da sempre incandescente, tanto più che nella Confederazione è partito il conto alla rovescia per le elezioni federali del 22 ottobre.

Nell’ultima sessione delle Camere federali prima della fine della legislatura, attualmente in corso a Berna, diverse le mozioni parlamentari in discussione sul tema. Ieri, due che erano state presentate dall’UDC sono state bocciate dal Consiglio degli Stati (la Camera alta del Parlamento).

La “ministra” svizzera della Giustizia Elisabeth Baume-Schneider è oggi a Bruxelles per partecipare alla riunione dei ministri degli Interni dell’UE sulla crisi europea dell’asilo. Alla vigilia della partenza, ha rilasciato delle interviste ed è intervenuta in Parlamento, sottolineando la volontà della Confederazione di fare la sua parte, e cercando di tranquillizzare. Al confine meridionale del Paese, ha detto la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP): “la situazione è sotto controllo” e non ci sarebbero segnali particolarmente preoccupanti in Ticino.

Il tunnel ferroviario del San Gottardo.
L’interno del tunnel ferroviario del San Gottardo. © Keystone / Urs Flueeler

Il tunnel ferroviario San Gottardo parzialmente riaperto ai treni viaggiatori.

Da domani, venerdì, singoli treni passeggeri torneranno a percorrere il tunnel, interessato lo scorso 10 agosto dal deragliamento di un convoglio merci tedesco proveniente dall’Italia. Le Ferrovie federali svizzere (FFS) hanno annunciato che circoleranno un treno in direzione sud il venerdì e uno in direzione nord la domenica. Per quanto riguarda i treni merci, tuttora ne circolano al massimo 90 al giorno, mentre una ventina sono dirottati sulla vecchia linea panoramica.

In concreto, potranno di nuovo percorrere il tunnel un treno Zurigo-Lugano il venerdì sera, mentre la domenica sera toccherà ad un treno Locarno-Zurigo. Per tentare di alleggerire la situazione durante le vacanze autunnali della Svizzera tedesca, che dureranno fino al 15 ottobre, ci saranno due ulteriori convogli da Zurigo a Bellinzona il sabato mattina, e uno da Lugano a Zurigo la domenica pomeriggio. Per il ritorno alla normalità dovranno comunque passare diversi mesi, hanno ribadito le FFS.

Sempre oggi, il Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (Sisi) ha annunciato un primo risultato dell’indagine: sarebbe stata la rottura di una ruota a provocare l’incidente del 10 agosto.  

La piazza di Zurigo Sechseläutenplatz.
Sechseläutenplatz a Zurigo, una delle sedi del Festival del cinema. © Keystone / Gaetan Bally

È iniziato il Festival del cinema di Zurigo, anche alcuni film svizzeri in finale. 

Si è aperta oggi la kermesse elvetica dedicata al cinema e alla documentaristica. È la 19esima edizione per il “Zurich Film Festival“, che quest’anno ospiterà 150 proiezioni. SSR SRG, di cui fa parte anche questa testata, è presente come sponsor e partner dell’evento.

Per l’occasione l’azienda ha annunciato che dieci lavori prodotti o coprodotti da SSR SRG saranno proiettati nell’ambito del prestigioso festival, e tre sono finalisti in diverse categorie del concorso. In tutto sono 18 le pellicole rossocrociate presenti all’edizione di quest’anno.

Per l’occasione, la piattaforma di streaming Play Suisse mette a disposizione gratuita dell’utenza che si registri al portale – e che si colleghi dalla Svizzera – una selezione di documentari e film elvetici che sono stati finalisti, o proiettati, alle precedenti edizioni del Festival.

Misurazione del ghiacciaio Pers Gletscher, (Pontresina).
Misurazione del ghiacciaio Pers Gletscher, (Pontresina). © Keystone / Mayk Wendt

La riduzione ghiacciai nel 2023 è stata inferiore al 2022.

La Commissione svizzera per l’osservazione della criosfera (CSC) ha riferito oggi i dati relativi all’anno in corso. Nel 2023, è stata osservata in Svizzera una riduzione del 4% dei ghiacciai, mentre nel 2022 il dato si era assestato sul 6%. Con marcate differenze fra le diverse aree del Paese.

Secondo la CSC, se presi insieme i due anni possono essere considerati un record, considerati i dati a disposizione dall’inizio delle misurazioni nel 1864, con strumenti evidentemente che continuano a cambiare alla luce delle nuove tecnologie, molte delle quali sono disponibili da pochi decenni. Il ritiro dei ghiacciai, spiega la CSC, sarebbe dovuto alla combinazione di inverni poco nevosi ed estati calde.

Nel sud e nell’est del Paese, i ghiacciai si sono sciolti quasi quanto nel 2022. Nel sud del Vallese e in Engadina è stato misurato uno scioglimento pari a diversi metri oltre quota 3’200 metri. La perdita di spessore ha raggiunto i tre metri sul ghiacciaio del Gries (Vallese), sul ghiacciaio del Basodino (Ticino) e sul ghiacciaio del Pers (Grigioni).

La situazione tra l’Oberland Bernese e il Vallese, ad esempio sul Grand Glacier d’Aletsch (Vallese) e sul ghiacciaio della Plaine Morte (Berna), si è rivelata nettamente meno problematica, ha precisato la CSC, grazie alla migliore copertura nevosa dello scorso inverno. La Rete svizzera di monitoraggio dei ghiacciai è gestita dal Politecnico di Zurigo e dalle Università di Friburgo e Zurigo.

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