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Niente dazi sull’oro, l’associazione di categoria tira un sospiro di sollievo

lingotti di oro
Keystone-SDA

L’esclusione dell’oro dalle tariffe doganali statunitensi, sancita da un ordine esecutivo firmato da Donald Trump, è stata accolta con favore dall’Associazione svizzera dei fabbricanti e commercianti di metalli preziosi, che la considera un segnale positivo per la stabilità del commercio.

L’Associazione svizzera dei fabbricanti e commercianti di metalli preziosi (ASFCMP) accoglie con soddisfazione la direttiva firmata da Donald Trump che esclude l’oro dalle tariffe doganali.

Si tratta di un “segnale positivo per la stabilità del commercio”, afferma il suo presidente Christoph Wild.

Trump aveva già dichiarato l’11 agosto che l’oro non sarebbe stato soggetto ai dazi. Venerdì scorso il presidente statunitense ha poi sottoscritto un ordine esecutivo che “formalizza la posizione” degli Stati Uniti, si rallegra l’ASFCMP in una nota di cui ha preso conoscenza oggi l’agenzia finanziaria AWP.

“Questa decisione offre la certezza di cui il settore dell’oro e i suoi partner hanno bisogno”, si dice certo Wild, citato nel comunicato. Allo stesso tempo, il suo impatto sulla bilancia commerciale tra Usa e Svizzera dovrà essere attentamente studiato, aggiunge il presidente dell’associazione con sede a Neuchâtel.

Secondo l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), nel primo semestre sono state inviate negli States 476 tonnellate di oro, per un valore di 39 miliardi di franchi, che hanno fatto aumentare il surplus commerciale elvetico. All’inizio dell’anno, infatti, i commercianti americani hanno importato enormi quantità del metallo prezioso per anticipare ed evitare la scure dei dazi.

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