Minaccia per l'agricoltura Campi svizzeri invasi dal topo campagnolo

Un istruttore, di spalle, spiega a dei contadini come intervenire contro le arvicole (esemplare imbalsamato in primo piano)

Nessun metodo sembra contrastarne davvero la proliferazione.

RSI-SWI

Il topo campagnolo sta colonizzando i terreni agricoli svizzeri, al punto che in alcuni campi o praterie è apparentemente troppo tardi per lottare contro l'invasione. Lo ha reso noto l'istituto federale di ricerca agricola Agroscope.

È una piccola, ma seria minaccia. L'arvicola, questo il nome del topino, ha rafforzato la propria presenza rispetto allo scorso anno nell'80% dei terreni analizzati, secondo quanto riferiva il sitoLink esterno www.agriculture.ch a metà aprile.

Di solito, la popolazione di questa specie evolve in modo ciclico e in maniera diversa a seconda della regione, mentre quest'anno si osserva un aumento degli esemplari in tutta la Svizzera.

I contadini sono inquieti: nella maggior parte dei siti osservati è stata oltrepassata la soglia critica dei 40 individui per ettaro, sopra la quale è difficile combattere efficacemente la propagazione.


Senza contare i già tangibili danni economici: "È davvero una brutta cosa da vedere", commenta la contadina Suzanne Gfeller in campo che sembra minato. "Possiamo dire che almeno il 50% dell'erba se n'è andata".

Così come se ne vanno decine di migliaia di franchi, in danni. Il topo campagnolo mangia ogni giorno 150 grammi di radici, l'equivalente del proprio peso.

Da anni, in Svizzera è proibito l'uso del veleno per topo bromadiolone ed è necessario ricorrere alle trappole o ai gas. Che da soli non bastano. Meglio fare in modo che qualche rapace metta il nido in fattoria [video sopra].

Un falco di piccola taglia può mangiare duemila arvicole l'anno.


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