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Draghisti sul Lemano da quattro generazioni

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Una famiglia che da quattro generazioni trasporta sabbia e ghiaia da un capo all’altro del lago Lemano. Il giornalista della Radiotelevisione svizzera RSI, Massimo Isotta è salito a bordo della chiatta dei René e Olivier Favez, padre e figlio, per assistere a una giornata di lavoro.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 febbraio 2017 - 12:09
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 16.02.2017)

Oggi, a Founex, i Favez dragano il fondale per aumentare lo spazio nel porto. Altrove, però, scavano fino a 30 metri di profondità alla ricerca della sabbia e della ghiaia più pregiate per le ditte di costruzioni. Come già faceva il nonno Pierrot, che iniziò questo mestiere nel 1929 con le chiatte a vela.

“Il Lemano scorre nelle nostre vene, per noi è come il sangue”, dice Olivier, ai comandi della scavatrice. “E poi c’è il profondo rispetto per la famiglia e le tradizioni, che in Romandia è molto importante”.

“Mio padre mi ha insegnato tutto sulla navigazione e io ho fatto lo stesso con mio figlio”, ricorda René. “Ma a guidare la scavatrice il più forte è lui”.

Con la sua chiatta, Favez padre ha trasportato in 10 anni tonnellate di materiale. “Il lago è un amico e certe volte gli parlo, alla mattina gli dico: lasciami fare questo viaggio. Ma certe volte il tempo è brutto e lui non mi lascia passare. Non bisogna mai andare contro il lago”.

Il futuro appartiene ora al nipote, Baptiste, che ha già cominciato a navigare su questi giganti del trasporto lacustre.

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