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Le comunicazioni tra Iran e USA garantite da Berna

Delegazione diplomatica elvetica a Teheran (archivio)
Delegazione diplomatica elvetica a Teheran (archivio) KEYSTONE/© KEYSTONE / PETER KLAUNZER

Gli Stati Uniti sono rimasti in contatto con Teheran, durante l'attacco iraniano a Israele, attraverso la Svizzera e la crisi non è degenerata in un'escalation militare.

Berna ha garantito le comunicazioni tra Teheran e Washington mentre nello scorso fine settimana si consumava il raid missilistico e con droni iraniano su Israele. Lo ha riferito un funzionario dell’amministrazione statunitense che ha parlato di una “serie di comunicazioni dirette trasmesse dalla Svizzera” tra i dirigenti dei due Paesi.

Sul fronte diplomatico il capo delle forze armate iraniane Sardar Bagheri ha affermato di aver inviato un messaggio agli Stati Uniti, tramite l’ambasciata svizzera a Teheran che li rappresenta nella Repubblica islamica.

Il dialogo è continuato

Nella comunicazione veniva riferito che nell’ipotesi in cui gli USA intendessero collaborare a un’eventuale risposta militare israeliana, le loro basi militari nell’area non avrebbero “alcuna sicurezza”. 

+ I buoni uffici della Svizzera

Secondo le e gli analisti però il dialogo tra le due parti nelle ore più calde dell’attacco sarebbe stato ben più fitto rispetto alla scarna comunicazione di cui è stato riportato dalle fonti ufficiali. Contatti, verosimilmente assicurati anche dalla rappresentanza diplomatica elvetica, che hanno permesso di evitare l’escalation militare che, alla luce di quanto avvenuto nelle ore successive, nessuno sembrava volere. 

L’impressione è che sia stata tracciata una linea rossa che alla fine non è stata superata da entrambe le parti. Teheran ha dimostrato di aver preso l’iniziativa, Israele, con il supporto degli alleati – tra cui ovviamente gli USA – ha neutralizzato l’attacco che alla prova dei fatti è risultato piuttosto velleitario e la crisi sembra poter essere rientrata.

Ruolo ricoperto dal 1980

La Svizzera rappresenta gli interessi americani in Iran sin dalla presa di ostaggi all’ambasciata statunitense a Teheran nel 1980 – costata la rielezione di Jimmy Carter – durante la rivoluzione khomeinista. Oltre a garantire un minimo di relazioni diplomatiche e consolari tra i due Paesi, Berna ha assunto compiti della rappresentanza ordinaria, garantendo la protezione dei cittadini americani in Iran e gestendo pratiche consolari, come le richieste di passaporto e i cambiamenti di stato civile. 

+ Non vi parlate più? La diplomazia svizzera è felice di aiutare

Quanto avvenuto nelle ultime ore non costituisce una novità. Sul fronte diplomatico, “la Svizzera può offrire essa stessa i propri servizi come ‘postino’ o assumere questa funzione su richiesta dei Paesi interessati, a condizione che tutte le parti siano d’accordo”, spiega in una nota il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

In linea con la sua tradizione di “buoni ufficiCollegamento esterno” la Svizzera svolge anche un ruolo di mediazione. Negli ultimi anni, ad esempio, ha assistito in diverse occasioni lo scambio di prigionieri tra Iran e Stati Uniti. Gli interessi dell’Iran negli Stati Uniti sono rappresentati dal Pakistan.

Altri mandati nel mondo

La Confederazione rappresenta anche gli interessi iraniani in Egitto e in Canada. Dal mese di maggio 2018 ha rappresentato pure gli interessi dell’Iran in Arabia Saudita e quelli dell’Arabia Saudita in Iran.

Tuttavia, un anno fa, il 10 marzo 2023, questi ultimi due Paesi hanno annunciato, attraverso un accordo trilaterale con la Cina, di voler ristabilire le relazioni diplomatiche nei successivi due mesi. Teheran ha quindi posto fine al mandato della Svizzera di rappresentare i suoi interessi in Arabia Saudita, a partire dall’agosto 2023. Tuttavia, Riad non ha ancora formalmente revocato il mandato.

Prima volta nel 1870

La Svizzera ha assunto per la prima volta il ruolo di potenza protettrice quando ha rappresentato gli interessi del Regno di Baviera e del Granducato di Baden in Francia durante la guerra franco-prussiana del 1870.

Il mandato di potenza protettrice più noto è stato quello esercitato per conto degli Stati Uniti a Cuba a partire dal 1961. Berna rappresentò anche gli interessi cubani a Washington dal 1991. Questo doppio mandato è terminato nel 2015, quando Washington e L’Avana hanno ripreso le relazioni diplomatiche.

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