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I buoni uffici della Svizzera

L'impegno della Svizzera nel mondo

L'impegno della Svizzera nel mondo

(pix/rsi.ch)

Mentre riprendono le relazioni diplomatiche tra USA e Cuba, la Confederazione mantiene altrove il suo impegno di mediatrice tra Paesi in conflitto o gruppi rivali

I cosiddetti buoni uffici della Svizzera hanno una lunga tradizione. Negli ultimi 150 anni, il nostro paese ha spesso ospitato negoziati o si è offerto come mediatore tra parti in conflitto, mettendo a frutto la neutralità permanente, l'esperienza diplomatica, la preparazione degli esperti del Dipartimento federale degli affari esteri. Obiettivo prioritario dichiarato della politica estera svizzera è mantenere e promuovere la sicurezza e la pace.

Tuttavia, si legge sul sito del Dfae, i conflitti violenti sono sempre più disputati tra gruppi rivali di uno stesso Stato, e i buoni uffici di un singola nazione terza hanno meno possibilità di successo. Per questo la Svizzera offre la sua esperienza di mediatrice nell'ambito di partenariati con altri Paesi o organizzazioni, in particolare l'Onu.

Dalla guerra civile americana all'indipendenza dell'Algeria

Alla voce ‘Buoni uffici', il Dizionario storico della Svizzera riporta come primo episodio significativo l'arbitrato dell'Alabama. Nel 1872, un tribunale arbitrale riunito a Ginevra condannò il Regno Unito a versare un indennizzo agli Stati Uniti, per aver mancato l'impegno a mantenersi neutrale durante la guerra di secessione. Nella fattispecie, aveva tollerato che una ventina di navi armate destinate ai sudisti salpassero dal suo territorio.

L'arbitrato contribuì all'affermazione di Ginevra quale centro d'importanza internazionale. Fino alla prima guerra mondiale, alla Svizzera furono conferiti quasi senza sosta mandati arbitrali. Diminuirono gradualmente con l'istituzione di corti internazionali di giustizia (CPGI e CIG).

Gli impegni che rinnovarono la reputazione dei buoni uffici della Svizzera dopo la seconda guerra mondiale furono l'armistizio in Corea e gli accordi di Evian. Questi ultimi portarono all'indipendenza dell'Algeria nel 1962, mettendo fine a quasi otto anni di guerra.

Il governo provvisorio della Repubblica algerina sollecitò un intervento elvetico sapendo che sarebbe stato ben visto dalla Francia. Incontri tra emissari algerini e omologhi francesi si svolsero a Lucerna, Neauchâtel e altre località vicino al confine. Diplomazia e servizi di sicurezza svizzeri fornirono ogni genere di prestazione per facilitare gli incontri.

L'armistizio di Panmunjeom (1953) è invece un impegno ancora aperto, poiché alla guerra di Corea non seguì un trattato di pace. La Svizzera, chiamata dagli USA, offrì ufficiali e diplomatici (inizialmente, 96 uomini) per due commissioni neutrali incaricate del rimpatrio dei prigionieri e della sorveglianza dell'armistizio. Ne facevano parte anche Svezia, Polonia e Cecoslovacchia.

Le attività in Corea, riporta il Dizionario storico, contribuirono a rivalutare la neutralità elvetica, che aveva subito violente critiche. Anche la Cina, con la quale inizialmente i rapporti si raffreddarono, lodò poi il Paese per il lavoro svolto.

'Potenza protettrice'

Quando le relazioni diplomatiche tra due Stati si interrompono, un paese terzo può offrirsi o essere chiamato a mantenere i contatti tra le parti. Questi incarichi per la Svizzera raggiunsero il culmine durante la seconda guerra mondiale, con la rappresentanza reciproca di 35 stati e un totale di oltre 200 mandati.

(swissinfo.ch)

Il mandato più conosciuto, poiché disdetto da pochi giorni, era a Cuba: dal 1961, la Svizzera vi rappresentava gli interessi degli Stati Uniti, come dal 1991 difendeva gli interessi di Cuba a Washington (cfr. retrospettivaLink esterno di dodis.ch)

La Svizzera intervenne pure alla rottura delle relazioni diplomatiche tra Londra e Buenos Aires che precedette la guerra delle Falkland-Malvine, rappresentando il Regno Unito in Argentina dal 1982 al 1990 (l'incarico ‘inverso' fu assunto dal Perù).

Oggi, i mandati conferiti alla Svizzera quale ‘potenza protettrice' sono 4: Iran in Egitto (dal 1979), Stati Uniti in Iran (dal 1980, dopo la presa in ostaggio del personale dell'ambasciata USA a Teheran), Russia in Georgia (dal 2008) e Georgia in Russia (dal 2009).

Fatta eccezione per Teheran, le rappresentanze rimaste sono di natura formale: gli affari amministrativi, tecnici e consolari sono curati da personale fornito dal Paese interessato.

Mediazione, storia recente e fronti aperti

Negli ultimi anni la Svizzera, con il suo Dipartimento federale degli affari esteri, ha partecipato a oltre 15 negoziati di pace in Africa, Asia e America Latina.

In Colombia, è coinvolta nei negoziati tra i movimenti di guerriglia FARC/ELN e il governo; si impegna per la liberazione d'ostaggi e per il reinserimento di combattenti nella vita civile.

In Sudan, ha favorito in qualità di mediatrice l'armistizio nei monti Nouba e l'accordo di pace tra nord e sud. In Uganda, ha contribuito alla cessazione delle ostilità tra la guerriglia del nord del Paese e il governo. In Burundi, la Svizzera è attiva in seno alla Commissione per il consolidamento della pace e detiene la presidenza nel processo di pace.

Per lo Sri Lanka, ha consentito lo svolgimento a Ginevra di colloqui ufficiali tra il governo e le Tigri Tamil. In Nepal, ha contribuito alla stipula di un trattato di pace tra i ribelli maoisti e il governo; esperti forniranno consulenza per la costituzione di uno Stato federalista. In Indonesia, l'ambasciata svizzera ha instaurato un dialogo in materia di diritti umani con il Ministero della giustizia, e lanciato un programma di sostegno per le riforme e la promozione della pace.

Sul nucleare iraniano, la Svizzera ha sostenuto a lungo le trattative e ha ospitato più incontri dei 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania), prima dei negoziati di Vienna che hanno portato alla firma dell'accordo.

Durante l'anno di presidenza dell'OSCE (2014), particolarmente intensa è stata l'attività della Svizzera in Ucraina, come intermediario tra il Paese e la Russia, e tra il governo e i ribelli filorussi.

Nell'ambito dei due mandati come potenza protettrice per Georgia e Russia, alla fine del 2010 i due Paesi hanno chiesto alla Svizzera di aiutare ad appianare le divergenze sull'adesione della Russia all'OMC. Un accordo è stato raggiunto l'anno successivo.

Per saperne di più

Buoni uffici
http://www.hls-dhs-dss.ch/textes/i/I26461.phpLink esterno

Accordi di Evian
https://www.swissinfo.ch/ita/neutralit%C3%A0-attiva_l-algeria-indipendente-e-i--buoni-uffici--svizzeri/32308218

Attività in Corea
http://dodis.ch/it/dossier-tematici/e-dossier-i-60-anni-della-missione-di-coreaLink esterno

Rappresentanza USA a Cuba
http://dodis.ch/it/dossier-tematici/e-dossier-la-rappresentanza-degli-interessi-statunitensi-cuba-da-parte-dellaLink esterno

Stato delle relazioni bilaterali con gli altri paesi, e sforzi fatti nella promozione della pace e della sicurezza
https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/rappresentanze-e-consigli-di-viaggio.htmlLink esterno

Mandati conferiti alla Svizzera come potenza protettrice
https://www.swissinfo.ch/ita/una-lunga-tradizione_mandati-in-qualit%C3%A0-di-potenza-protettrice/34793516

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