Lavoro minorile: Lindt&Sprüngli sotto inchiesta negli Stati Uniti
Accusata dagli USA di trarre profitto dal lavoro minorile, l'azienda produttrice di cioccolata svizzera Lindt&Sprüngli respinge le accuse al mittente, affermando che indaga sistematicamente su tutti i casi sospetti di lavoro minorile all'interno della sua catena di approvvigionamento.
Il produttore di cioccolato svizzero Lindt&Sprüngli rischia di doversi presto presentare in tribunale negli Stati Uniti per difendersi dalle accuse di lavoro minorile.
Lo studio legale International Rights Advocates rimprovera all’azienda dolciaria di presentare in maniera fuorviante i propri sforzi nella lotta al lavoro minorile nei Paesi produttori di cacao come la Costa d’Avorio e il Ghana. Ne ha riferito giovedì l’agenzia di notizie statunitense Bloomberg.
Nell’accusa, depositata presso un tribunale del District of Columbia, si legge come Lindt&Sprüngli abbia annunciato l’intenzione d’interrompere l’impiego di bambini lungo tutta la sua catena di approvvigionamento, ma che in verità continui a trarre profitto da tale pratica. I legali rimproverano dunque al gruppo elvetico di non intraprendere alcuna misura effettiva per contrastare il fenomeno.
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Venerdì l’azienda ha respinto ogni accusa: “Disponiamo di linee guida relative ai fornitori e indaghiamo sistematicamente su tutti i casi sospetti di lavoro minorile all’interno della nostra catena di approvvigionamento”, ha dichiarato un portavoce all’agenzia AWP.
Il tema del lavoro minorile verrebbe inoltre “preso molto seriamente. Queste accuse immotivate sono simili ad altre precedentemente formulate dalla stessa organizzazione a numerosi altri produttori di cioccolato”, ha proseguito l’addetto stampa.
L’anno scorso il gruppo con sede a Kilchberg (canton Zurigo) aveva annunciato che a partire da quest’anno avrebbe acquistato cacao unicamente da fornitori dotati di un sistema di sorveglianza contro lo sfruttamento di minori.
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