La settimana in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
abituata da tempo a considerarsi un caso particolare, la Svizzera scopre di condividere molte delle preoccupazioni dei Paesi vicini.
Dal calo del rendimento scolastico alle tensioni sulla mobilità, passando per le sfide energetiche o le polemiche sull'acquisto dei caccia F-35, diversi temi della settimana illustrano la stessa realtà: la Confederazione si trova spesso in una posizione migliore di altre nazioni, ma non è più immune alle grandi tendenze che attraversano le società occidentali.
Buona lettura!
In un Paese che ha ampiamente costruito la propria prosperità sulla qualità della sua formazione, il calo del livello scolastico svizzero suscita preoccupazione. I risultati dell’indagine PISA 2025 mostrano che gli studenti e le studentesse nella Confederazione ottengono punteggi meno buoni in lettura e in matematica rispetto a dieci anni fa, rilanciando il dibattito sul futuro di uno dei principali punti di forza del modello elvetico.
Questa constatazione va tuttavia ampiamente relativizzata. Nonostante tale flessione, la Svizzera resta ben al di sopra della media dell’OCSE in tutte le discipline valutate e si conferma tra i sistemi educativi più performanti al mondo. In matematica, figura addirittura ancora nella top 10 mondiale (9ª).
La Svizzera si confronta soprattutto con una tendenza che interessa l’intero mondo occidentale. Dagli Stati Uniti all’Europa, i risultati scolastici sono in calo in molti Paesi. Nel frattempo, la vetta della classifica è occupata quasi esclusivamente da Stati asiatici, mentre l’Estonia s’impone come il principale riferimento europeo.In altre parole, oggi allievi e allieve della Svizzera appaiono come “i migliori tra i peggiori”, secondo la formula del quotidiano Le Nouvelliste. L’aumento del numero di studentesse e studenti elvetici che non padroneggiano le competenze di base dimostra che la Confederazione, seppur meglio classificata rispetto alla maggior parte dei suoi vicini, non sfugge più alle difficoltà che attraversano i sistemi educativi dei Paesi sviluppati.
Con l’avvicinarsi dell’autunno, molti proprietari e proprietarie in Svizzera esitano a riempire la cisterna di olio da riscaldamento. L’impennata dei prezzi, provocata dalle tensioni in Medio Oriente, spinge alcune famiglie ad attendere, anche a costo di rischiare di dover ordinare il combustibile all’ultimo momento prima dell’inverno. Il prezzo al litro dell’olio da riscaldamento è aumentato notevolmente nelle ultime settimane, mentre il petrolio è brevemente risalito fino alla soglia psicologica di 100 dollari al barile.
Questo aumento non riguarda unicamente il riscaldamento. I prezzi dei carburanti restano elevati e ricordano quanto la Svizzera sia dipendente dai mercati energetici internazionali. Le recenti perturbazioni nell’approvvigionamento hanno persino spinto le autorità ad autorizzare un prelievo limitato dalle riserve strategiche di carburanti.
Queste nuove tensioni s’inseriscono in un contesto già delicato per il potere d’acquisto. Dopo diversi anni segnati dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita, le famiglie svizzere attendono ora con preoccupazione l’annuncio dei premi dell’assicurazione malattia per il 2027. La questione energetica si aggiunge così a un elenco crescente di spese difficilmente comprimibili.
Tuttavia, non tutto è negativo sul fronte dell’energia. Una buona notizia è arrivata questa settimana con l’annuncio di una diminuzione media delle tariffe dell’elettricità per il prossimo anno. Un gradito sollievo che, però, non basta a far svanire l’impressione, sempre più diffusa in Svizzera, che le bollette energetiche non siano più prevedibili come un tempo.
L’acquisto degli aerei da combattimento F-35 sta attraversando la sua più grave turbolenza dalla votazione popolare del 2020. Un rapporto parlamentare pubblicato questa settimana conclude che, in realtà, non era stato concordato alcun prezzo fisso con gli Stati Uniti, contrariamente a quanto affermato per anni per difendere l’acquisizione dei velivoli.
Le critiche non riguardano più solo il costo degli aerei, ma il modo in cui è stato gestito il dossier. La Commissione della gestione del Consiglio nazionale ritiene che i negoziati condotti da Armasuisse e dal Dipartimento federale della difesa non siano stati all’altezza dell’importanza politica, finanziaria e militare del contratto. S’interroga inoltre sulle ragioni che hanno spinto le autorità a difendere con tanta institenza/determinazione l’esistenza di un prezzo fisso.
La vicenda ha provocato una rara unanimità nella classe politica. Da sinistra a destra si denunciano un “fiasco”, una “disfatta”, “dilettantismo” o ancora una “menzogna”. Le critiche prendono di mira in particolare la gestione del dossier sotto la precedente consigliera federale Viola Amherd, il cui ruolo è ora oggetto di numerosi interrogativi.
Una domanda domina ormai il dibattito. Al di là dei costi aggiuntivi, come hanno potuto le autorità svizzere difendere per anni l’esistenza di un prezzo fisso che, secondo il rapporto parlamentare, non era mai stato negoziato con gli Stati Uniti? Alcuni esponenti politici chiedono già l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per accertare le responsabilità in questo dossier che continua ad agitare la Berna federale.
Il Consiglio federale prepara un giro di vite nei confronti di ciclisti e cicliste. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) prevede in particolare di aumentare alcune multe, soprattutto per i comportamenti legati alla distrazione, come l’uso del cellulare. Queste proposte dovrebbero essere messe in consultazione prima di un’eventuale modifica delle norme in vigore.
Dietro a queste misure si cela una tensione crescente tra i diversi utenti dello spazio pubblico. Pedoni, automobilisti, ciclisti, conducenti di biciclette elettriche e utenti di monopattini elettrici si contendono infrastrutture spesso sature. I conflitti sulla velocità, sulle precedenze o sull’occupazione dei marciapiedi sono diventati all’ordine del giorno.
Le autorità invocano soprattutto ragioni di sicurezza. L’aumento del numero d’incidenti gravi che coinvolgono biciclette ed e-bike spinge le autorità ad agire. La distrazione al manubrio, in particolare legata agli smartphone, è tra i comportamenti presi di mira dalle nuove misure previste.
La Svizzera si unisce così a un dibattito che anima già molti Paesi europei. In Francia, un recente sondaggio mostra che l’83% delle persone intervistate auspica una maggiore severità nei confronti di chi commette infrazioni in bicicletta. A lungo presentata come una soluzione ai problemi di traffico e inquinamento, la mobilità dolce scopre forse il prezzo del suo successo: man mano che diventa comune, suscita le stesse critiche degli altri mezzi di trasporto.
L’incidente di un pullman olandese nei Grigioni ha causato cinque morti e 40 feriti. Il veicolo, che trasportava turisti provenienti dai Paesi Bassi, viaggiava tra Zernez e Susch, in Engadina, quando ha urtato un guardrail, è uscito di strada e si è ribaltato. Tra le persone ferite, tre versano in gravi condizioni.
L’entità dell’operazione di soccorso testimonia la gravità dell’incidente. Sette elicotteri della Rega e di altri servizi di salvataggio, oltre a numerose ambulanze, sono stati mobilitati per trasportare le vittime in diversi ospedali. Le operazioni sono proseguite per gran parte della notte, prima che la circolazione potesse essere ripristinata venerdì mattina.
Le circostanze esatte dell’incidente restano per il momento sconosciute. Le autorità grigionesi hanno aperto un’inchiesta per stabilire che cosa sia accaduto. Secondo le prime informazioni diffuse dalla polizia, nessun altro veicolo sarebbe coinvolto. Alcune notizie riportate dai media olandesi evocano la possibilità di una manovra per evitare un ostacolo, ma questa ipotesi non è stata finora confermata.
La settimana prossima
La politica federale tornerà alla ribalta. Le Camere federali aprono lunedì a Berna la loro sessione autunnale, con diversi dossier delicati in agenda, tra cui quello degli aerei da combattimento F-35.
Anche l’economia sarà sotto i riflettori. Giovedì la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) presenterà le sue previsioni congiunturali d’autunno, mentre saranno pubblicati i dati del commercio estero e delle esportazioni orologiere di agosto.
La lotta contro lo spreco alimentare acquisterà visibilità. Più di 40 organizzazioni partecipano alla prima Settimana nazionale contro lo spreco alimentare, una campagna destinata a sensibilizzare il pubblico sulle perdite alimentari.
Infine, i mercati avranno gli occhi puntati su Washington. La Federal Reserve statunitense (FED) annuncerà mercoledì la sua decisione di politica monetaria, una scelta che potrebbe influenzare i tassi d’interesse e i mercati finanziari ben oltre gli Stati Uniti.
Foto della settimana
Trasformata in un luogo di raccoglimento e celebrazione, la statua di Freddie Mercury a Montreux è stata coperta di fiori, candele e messaggi lasciati da fan venuti a rendere omaggio domenica scorsa all’80° anniversario della nascita della leggenda dei Queen.
Tradotto dal francese e verificato da Marija Milanovic
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative