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Una gendarme della polizia lacustre e alcuni soccorritori sanitari eseguono una rianimazione su un manichino

La settimana in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

L’estate avanza in Svizzera, ma l’attualità non va certo in vacanza. 

Negli ultimi giorni, una vicenda giudiziaria ha scosso il Paese, mentre la ricerca di refrigerio in laghi e fiumi è stata accompagnata da un numero preoccupante di annegamenti. In un registro più leggero, un orologio e un cappellino hanno attirato l’attenzione ben oltre la loro funzione originaria.

Buona lettura! 

gente che manifesta
Martedì a Bellinzona si è svolta una manifestazione per denunciare la violenza contro le donne. Keystone / Pablo Gianinazzi

Accusato di aver drogato e violentato diverse donne nel corso di anni, un ex deputato argoviese si trova oggi al centro di uno dei casi criminali più scioccanti degli ultimi anni in Svizzera. Questa settimana il Ministero pubblico ha chiesto il carcere a vita per l’uomo di 57 anni, accusato tra l’altro di stupro aggravato, atti sessuali con una minorenne e tentato omicidio. Secondo gli inquirenti, avrebbe somministrato sostanze sedative alle sue vittime per poter abusare di loro.

Il caso ha assunto una dimensione ancora più ampia con l’identificazione di una terza presunta vittima. Secondo documenti giudiziari rivelati dalla Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF, si tratterebbe dell’ex moglie dell’imputato, che sarebbe stata a sua volta drogata in numerose occasioni. Gli investigatori hanno inoltre sequestrato centinaia di ore di video che costituirebbero uno degli elementi centrali del fascicolo. L’accusato, in detenzione preventiva dal 2023, respinge gran parte delle accuse. 

A suscitare indignazione non è però soltanto la gravità delle imputazioni. La madre e la figlia all’origine all’inchiesta denunciano oggi la mancanza di sostegno da parte delle autorità. Dopo l’arresto dell’ex deputato, si sarebbero ritrovate in una situazione finanziaria e amministrativa molto difficile. Temono persino di essere espulse dalla Svizzera. La loro avvocata afferma che hanno perso fiducia nelle istituzioni che avrebbero dovuto proteggerle. 

Questo non è l’unico caso che riporta la violenza contro le donne al centro del dibattito pubblico. Questa settimana un deputato di Neuchâtel è stato rinviato a giudizio con accuse di stupro e coercizione, che respinge. In Ticino, invece, il presidente del Governo cantonale si trova sotto pressione dopo la diffusione di presunti messaggi audio in cui inciterebbe alla violenza contro una donna.

persone su ciambelle galleggianti su un fiume
Alla ricerca di un po’ di fresco, sempre più persone in Svizzera frequentano laghi e fiumi. Ma quest’estate i bagni hanno già causato un numero insolitamente elevato di vittime. Keystone / Martial Trezzini

Il caldo continua a spingere la popolazione verso gli specchi d’acqua. Secondo la Società svizzera di salvataggio, almeno 15 persone sono annegate in appena un mese. Un dato che supera quello registrato nello stesso periodo dell’anno scorso e che rende questo inizio d’estate uno dei più tragici degli ultimi anni.

L’aumento è dovuto a una maggiore frequentazione di laghi e fiumi, ma anche alla tendenza a sopravvalutare le proprie capacità. Tra le categorie più a rischio figurano i giovani adulti e le persone anziane. A differenza delle piscine, le acque naturali nascondono numerose insidie: correnti, ostacoli sommersi, bruschi cambiamenti di temperatura e distanze spesso sottovalutate. 

Gli interventi di soccorso si moltiplicano in tutto il Paese. Diversi incidenti mortali sono stati registrati in particolare nell’Aar, uno dei fiumi più amati dalla gente durante la stagione estiva. La Società svizzera di salvataggio ricorda che la maggior parte delle tragedie avviene in luoghi familiari, dove il senso di sicurezza può indurre ad abbassare la guardia. 

La Svizzera non rappresenta un caso isolato. Le autorità di diversi Paesi europei osservano un aumento degli annegamenti sulla scia delle ondate di caldo che hanno colpito il continente negli ultimi anni. 

cappellino rosso
Questo cappellino va a ruba, da quando Guy Parmelin lo ha indossato negli Stati Uniti. Keystone / Jean-Christophe Bott

Donald Trump probabilmente non è il testimonial che le aziende svizzere avrebbero scelto. Eppure, un orologio e un cappellino associati, ciascuno a suo modo, al presidente statunitense hanno riscosso un successo inatteso negli ultimi giorni. Nel contesto delle tensioni commerciali tra Berna e Washington, i due oggetti sono diventati veri e propri fenomeni di vendita.

Il primo è firmato Swatch. Per celebrare il 57esimo anniversario del primo passo sulla Luna, il gruppo svizzero ha lanciato l’orologio d’oro MoonSwatch; prodotto in soli 1’969 esemplari, rappresenta un chiaro riferimento all’anno della missione Apollo 11. I richiami simbolici sono ovunque: l’oro viene venduto al prezzo che aveva nel 1969 e i potenziali acquirenti devono compilare un modulo ispirato all’ESTA statunitense (il sistema elettronico per l’autorizzazione al viaggio) prima di poter sperare di acquistare l’orologio. 

Qualche giorno prima, durante una visita negli Stati Uniti, il presidente della Confederazione Guy Parmelin aveva attirato l’attenzione con il suo cappellino rosso recante la scritta “Switzerland Great Since 1291”. Nel pieno della disputa doganale con Washington, molti vi hanno visto una risposta elvetica ai celebri cappellini trumpiani. Anche in questo caso il successo è stato immediato: le ordinazioni si sono moltiplicate. 

Il successo di questi due oggetti non cancellerà tuttavia le tensioni commerciali tra Berna e Washington. Giovedì gli Stati Uniti hanno annunciato una nuova serie di dazi doganali nei confronti di una sessantina di Paesi, tra cui la Svizzera, colpita da un’aliquota del 12,5%. Washington ritiene insufficienti le misure adottate contro il lavoro forzato nelle catene elvetiche di approvvigionamento. Una cattiva notizia per il settore dell’export svizzero, per il quale il mercato americano resta fondamentale.

asilo nido
In Svizzera, i posti negli asili nido sono pochi e costosi. Keystone / Christian Beutler

A prima vista potrebbe sembrare una controversia locale. Ma a Lancy, nel canton Ginevra, la decisione di aumentare sensibilmente le tariffe degli asili nido ha rilanciato un dibattito che riguarda l’intera Svizzera. Alcune famiglie dovranno presto pagare fino a 3’625 franchi al mese per figlio, vale a dire in certi casi oltre 27’000 franchi in più all’anno.

Il Comune ginevrino difende la misura in nome dell’equità. Finora tutte le famiglie che superavano una determinata soglia di reddito, pagavano lo stesso importo. In futuro, invece, i nuclei familiari con un reddito fino a 260’000 franchi annui contribuiranno maggiormente al finanziamento di nuovi posti negli asili, diventati necessari in una città in forte crescita demografica. 

È proprio questa logica a suscitare polemiche. Per le autorità è normale che le famiglie più benestanti paghino di più. Chi si oppone risponde che queste famiglie contribuiscono già più di altre attraverso il sistema fiscale, e denunciano una sorta di “doppio contributo”. Il dibattito, riassunto dal quotidiano Le Temps nella formula “racket o modesto contributo allo sforzo collettivo?”, ha generato numerose reazioni ben oltre i confini ginevrini. 

Al di là del caso di Lancy, la vicenda mette in luce diverse sfide che la Svizzera deve affrontare: la carenza di posti negli asili nido, il costo elevato della custodia dell’infanzia e il basso tasso di natalità. In uno dei Paesi più ricchi del mondo, la questione di chi debba pagare affinché i genitori possano lavorare continua a dividere.

salsicce su piatti di carta di colore rosso e bianco
Keystone / Peter Klaunzer

La settimana prossima

Il torpore estivo continua a calare sulla politica svizzera. Un leggero risveglio è però atteso venerdì e sabato in occasione della Festa nazionale del 1° agosto. Come da tradizione, consiglieri e consigliere federali percorreranno il Paese per tenere discorsi alla popolazione. 

Sul fronte economico, i prossimi giorni permetteranno di misurare lo stato di salute dell’economia svizzera. Diversi pesi massimi del settore, tra cui UBS, Glencore, Sika e Sulzer, presenteranno i risultati semestrali in un contesto caratterizzato dalle incertezze del commercio internazionale. 

L’estate sarà inoltre scandita da numerosi appuntamenti pubblici. A Berna, il Bern Pride dovrebbe attirare sabato nelle strade della capitale federale migliaia di persone, mentre le celebrazioni del 1° agosto e altre manifestazioni popolari animeranno il Paese durante il primo fine settimana del mese.

Robert Smith
Come a ogni edizione, il Paléo Festival di Nyon richiama alcune fra le più grandi star della musica internazionale. Mercoledì sera, una delle leggende del rock britannico, Robert Smith, è salita sul palco principale insieme al suo gruppo, The Cure. Keystone / Jean-Christophe Bott

La foto della settimana 

Come a ogni edizione, il Paléo Festival di Nyon richiama alcune fra le più grandi star della musica internazionale. Mercoledì sera, una delle leggende del rock britannico, Robert Smith, è salita sul palco principale insieme al suo gruppo, The Cure.

Tradotto dal francese e verificato da lj 

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