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Novartis parteciperà all’indennizzo delle vittime di test farmaceutici

edificio sulle rive di un lago
A prima vista un'oasi di pace: la clinica psichiatrica di Münsterlingen dove sono avvenuti i test. © Keystone / Gian Ehrenzeller

La multinazionale basilese contribuirà con quattro milioni di franchi al fondo di solidarietà per indennizzare le persone sottoposte a loro insaputa a test farmaceutici nella clinica psichiatrica di Münsterlingen, nel Canton Turgovia.

Il Canton Turgovia calcola che circa 500 persone potrebbero far valere la richiesta di indennizzo di 25’000 franchi (27’000 euro) pro capite stabilita dal Parlamento cantonale, per un ammontare totale di al massimo 12,5 milioni.

Presentando venerdì il messaggio che accompagna la legge per la creazione del fondo di solidarietà, il Governo turgoviese ha indicato di aver raggiunto un accordo con la multinazionale Novartis, che parteciperà al suo finanziamento con quattro milioni.

La decisione di indennizzare le vittime dei test era stata approvata lo scorso aprile dal Parlamento cantonale. Oltre agli indennizzi, lo scopo è anche di rielaborare quanto accaduto. Sin da subito, le autorità cantonali avevano auspicato una partecipazione dell’industria farmaceutica.

+ Un monumento per commemorare le cavie della clinica di Münsterlingen

Legge valida fino al 2031

Il Canton Turgovia sta svolgendo un ruolo pionieristico in Svizzera in materia di risarcimento alle vittime. Il pagamento del contributo di solidarietà sarà regolato dalla legge che entrerà in vigore nel 2024 e sarà valida per un periodo limitato, sino alla fine del 2031.

“Molte delle persone interessate hanno sofferto psicologicamente e fisicamente con conseguenze sociali negative a causa dei test farmaceutici”, ha sottolineato il Governo cantonale nel suo messaggio al Parlamento turgoviese, che dovrà ora approvare il testo.

Cavie umane

La vicenda rappresenta un triste capitolo della storia recente della Svizzera. Tra il 1940 e il 1980, centinaia di pazienti della clinica psichiatrica di Münsterlingen sono stati utilizzati come cavie umane per testare dei farmaci non ancora autorizzati.

Di questi esperimenti condotti nell’ospedale turgoviese si parlava da anni, ma è solo in tempi recenti che è emersa l’enormità dello scandalo. Uno studio di 300 pagine commissionato dalle autorità cantonali pubblicato nel 2019 è giunto alla conclusione che tra il 1946 e il 1980 almeno 3’000 pazienti sono state vittime di queste pratiche.

Solo in rari casi alcuni di loro si sono annunciati volontari e praticamente nessuno era informato dei farmaci che gli venivano somministrati. I controlli erano insufficienti e vi sono stati degli incidenti e almeno 36 persone sono decedute, anche se le cause delle morti rimangono incerte.

Un medico star

Al centro della vicenda vi è stato lo psichiatra e direttore della clinica Roland KuhnCollegamento esterno (1912-2005), scopritore del primo antidepressivo, il Tofranil, nel 1956. Sui suoi pazienti Kuhn ha sperimentato decine di sostanze, ricevendo lauti compensi da parte dell’industria farmaceutica.

Creata nel 1996 dalla fusione della Ciba-Geigy e della Sandoz, Novartis è considerata come l’erede delle aziende implicate all’epoca.

Il caso turgoviese non è l’unico. Test su pazienti con nuovi farmaci non ancora omologati in istituti psichiatrici sono venuti alla luce anche in altri cantoni, in particolare a Basilea e Lucerna.

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