In pillole La settimana in Svizzera

Il presepe di Natale con Maria e il piccolo Gesù.
Keystone / Jean-christophe Bott

La settimana svizzera è stata contraddistinta da due avvenimento particolari: l'arrivo della variante britannica dl virus che ha portato gli esperti a chiedere misure più severe per contrastare i contagi e la firma dell'accordo sulla tassazione dei frontalieri. Naturalmente questa settimana è stata segnata dalla festività del Santo Natale.

Arriva la variante britannica del virus: tutte le persone entrate in Svizzera dalla Gran Bretagna e dal Sudafrica dopo il 14 di dicembre devono mettersi in quarantena per dieci giorni.


La situazione epidemiologica sul fronte coronavirus rimane preoccupante. Non sottoposti fin qui al regime federale, i cantoni romandi di Neuchâtel, Friburgo, Vaud e Vallese hanno deciso di chiudere anche loro i ristoranti da sabato sera. 


Dopo anni di stallo sembra che le cose stiano cambiando: firmato l'accordo sulla tassazione dei frontalieri che per i negoziatori svizzeri e italiani avvantaggia entrambe le parti e rilancia le intense e proficue relazioni tra i due Paesi.


Per la vigilia di Natale abbiamo dato spazio al vescovo di Lugano, Monsignor Valerio Lazzeri e le sue riflessioni sulla festività.


La settimana so chiude con la notizia che la nuova variante del coronavirus, inizialmente individuata in Gran Bretagna, si diffonde: un terzo caso è stato rilevato in Svizzera. Ora gli esperti chiedono misure ancora più restrittive. 

tvsvizzera.it/fra


Desiderate ricevere ogni settimana una selezione di nostri articoli? Abbonatevi alla newsletter gratuita.


Parole chiave