in pillole La settimana in Svizzera

Manifestazione di donne a San Gallo nel corso della giornata di venerdì: combattiamo fino a quando non saremo libere, recita uno striscione.

Keystone

​​​​​​​

La lettera di Juncker al governo federale con cui viene concessa un'ulteriore settimana per chiarire il testo dell'accordo istituzionale tra Ue e Svizzera, lo sciopero delle donne e i disagi provocati dal maltempo nelle regionisud-orientali della Confederazione sono stra i fatti più rilevanto della cronaca di questa settimana.

In Svizzera non si trovano più  31 medicamenti e 8 vaccini. E, come emerge sulla stampa domenicale, le scorte sono scarse per quasi 600 preparati. Una situazione che è peggiorata negli ultimi anni, anche perché la produzione mondiale di alcuni farmaci è concentrata in poche fabbriche cinesi.


Nella notte su mercoledì le violente precipitazioni che hanno colpito l'arco alpino hanno costretto i pompieri a fare gli straordinari in diverse regioni, dai Grigioni alla Romandia passando per la Svizzera Centrale. La viabilità è rimasta interrotta in diversi punti per alcune ore.

È arrivata i pochi giorni la risposta della Commissione europea alla lettera di venerdì del Consiglio federale sull'Accordo istituzionale raggiunto lo scorso novembre tra Berna e Bruxelles. Il contenuto è molto chiaro: si ai chiarimenti ma facciamo in fretta, anche perché comunque il testo non sarà modificato. E l'intesa su questi aspetti dovrà esserci entro il 18 giugno.

Berna fa troppo poco per tutelare le banche, specie quelle operanti in Ticino, alle prese con i "metodi arbitrari, e forse illegali", del fisco italiano. È quanto sostiene il consigliere agli Stati Fabio Abate che si dice insoddisfatto della risposta del governo alla sua interpellanza depositata a inizio marzo.

Le piazze delle principali località svizzere si sono colorate di viola venerdì in occasione dello sciopero indetto dalle donne per protestare contro le disparità di genere, ancora presenti soprattutto a livello salariale e culturale.



Parole chiave