Navigation

La settimana in Svizzera

Mentre 1 svizzero su 4 si dichiara senza religione, il Canton Ticino si difende dai titoli di studio ottenuti nei "diplomifici" italiani. Emerge la storia di un tecnico che ha falsato i risultati dei test di sicurezza in una centrale nucleare, ma anche quella di una giovane che può curarsi grazie al crowdfunding. Brutte notizie invece per la parità salariale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 febbraio 2019 - 11:30
tvsvizzera.it/ri

Il riassunto della settimana comincia dallo scorso weekend, che ha segnato il ritorno a Saignelégier, nel Giura, di una manifestazione nata nel 1973. Allora, fu la prima del suo genere in Europa.

La sicurezza, non solo informatica, è stato uno dei temi ricorrenti della settimana. Non sempre con buone notizie: "123456" continua ad essere una password molto diffusa.

Intanto, una zurighese affetta da una malattia cara da curare, è riuscita a raccogliere i fondi con una campagna senza precedenti: in 3 settimane, 600'000 franchi. 

Alla fine si è appurato che sono una trentina, gli studenti che hanno ottenuto la maturità in un "diplomificio" di Pomigliano d'Arco e ora frequentano l'università in Ticino. La magistratura ha aperto un incarto, mentre il Dipartimento dell'educazione è corso ai ripari.

Nel suo indice pubblicato martedì, Transparency International indica che la Svizzera è il terzo paese più virtuoso in fatto di corruzione nel settore pubblico. Ma ha "gravi lacune" nel privato.

A destare preoccupazione è stato però un "grave errore umano" in una centrale nucleare, per quanto i responsabili assicurino che la popolazione non è mai stata in pericolo. Un dipendente ha abusato del "copia-incolla".

Mentre la settimana volge al termine, si apprende che a parità di lavoro, nella stessa posizione e con la stessa formazione, nel settore privato elvetico nel 2016 le donne hanno guadagnato 657 franchi in meno dei colleghi uomini. Differenza grave e ingiustificata.
 

Fa passi indietro la parità salariale, arretra pure la spiritualità, perlomeno quella praticata in affiliazione a una chiesa o a una comunità o codificata in una dottrina. Le persone che si dichiarano senza appartenenza religiosa sono quasi triplicate dal 2000.


Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.