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La settimana in Svizzera

Le norme per esportare armi non saranno allentate. Le proteste hanno convinto il Governo svizzero a non modificare l'ordinanza sul materiale bellico. KEYSTONE / ANTHONY ANEX

Dietrofront del Governo svizzero sulla vendita di armi a paesi in guerra, calo del numero di lavoratori frontalieri, salari dei medici e una nuova terapia che apre nuovi orizzonti per curare la paraplegia. Carrellata sulle notizie della settimana in Svizzera. Una settimana contraddistinta anche dal maltempo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 novembre 2018 - 16:49
tvsvizzera.it/mar

Dopo le fortissime critiche della società civile e di parte del mondo politico, in particolare a sinistra, il Governo svizzero ha finalmente deciso di rinunciare al controverso allentamento sulle norme per le esportazioni d'armi. Questa revisione avrebbe permesso di vendere materiale bellico anche a paesi in guerra civile.

Per la prima volta in vent'anni, il numero di lavoratori frontalieri ha registrato un calo su base annua. La diminuzione ha toccato soprattutto il Ticino e i frontalieri provenienti dalla vicina Italia.

Che i medici in Svizzera guadagnassero bene era risaputo. Da uno studio dell'Ufficio federale della sanità pubblica emerge però che i loro redditi "sono nettamente più elevati di quanto supposto finora". Anche a livello internazionale, se si effettua un paragone con il salario medio della popolazione, i dottori che esercitano in Svizzera sono tra i meglio pagati.

Da Losanna giungono nuove speranze per le persone affette da paraplegia. Ricercatori del Politecnico federale e dell'Ospedale universitario del cantone Vaud hanno messo a punto una nuova terapia che stimola i nervi motori e permette ai paraplegici di riuscire di nuovo a muovere le gambe.


Dopo le temperature record registrate nell'arco alpino una decina di giorni fa, il maltempo si è scatenato in Ticino e in Italia causando ingenti danni e facendo diverse vittime nella Penisola.


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