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La settimana in Svizzera

La settimana in Svizzera è stata connotata soprattutto dall'offerta giunta da Berna di mediare nella difficile crisi coreana. Una proposta che va letta alla luce del ruolo svolto nel 1953, in piena guerra fredda, dalla Confederazione nel conflitto che vedeva opposte le due Coree sostenute in campi avversi dalla NATO e dal blocco comunista. Ha fatto clamore l'azione giudiziaria intentata dai consumatori contro Volkswagen e l'importatore AMAG per lo scandalo dieselgate. Mentre Caritas lunedì ha chiesto un maggiore impegno finanziario della Confederazione nella lotta ai cambiamenti climatici. Sempre in tema di ambiente il governo federale mercoledì ha varato un pacchetto di misure che limitano l'uso di pesticidi e di prodotti fitosanitari negli alimenti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 settembre 2017 - 09:38
tvsvizzera.it/fra

La Federazione svizzero-tedesca dei consumatori SKS ha sporto denuncia contro il gruppo Volkswagen e l'importatore Amag, chiedendo un indennizzo compreso tra i 3'000 e i 7'000 franchi per i proprietari di vetture ingannati nell'ambito dello scandalo delle emissioni di CO2 truccate. Amag respinge le accuse di aver raggirato i clienti e sostiene di aver adottato provvedimenti adeguati. 

La Svizzera si è offerta di fare da mediatrice per risolvere la crisi nordcoreana. Ma l'impegno diplomatico e militare del nostro Paese ha una lunga storia nella regione. Una storia cominciata, per l'esattezza, proprio dall'armistizio del 1953 tra le due Coree. 

In tema di ambiente c'è da registrare il pacchetto di misure messe a punto dal governo federale per ridurre prodotti fitosanitari e pesticidi negli alimenti rispettivamente del 30% e del 25% entro il 2017. Provvedimenti ritenuti indispensabili  ma non sufficienti dalle organizzazioni ambientaliste che hanno criticato l'azione di Berna mentre i contadini svizzeri hanno già espresso il loro consenso.

Un maggiore impegno da parte della Confederazione nella lotta contro il riscaldamento climatico è stato chiesto lunedì scorso dalla Caritas elvetica secondo la quale gli stanziamenti previsti da Berna non sono sufficienti.


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