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In pillole La settimana in Svizzera

Ticino e Lombardia che fanno la pace dopo le polemiche sul collegamento ferroviario per Malpensa, il controverso bilancio di 15 anni di libera circolazione Svizzera-Ue, le disparità salariali tra uomo e donna, un nuovo fondo per le vittime dell’amianto: giro d’orizzonte sull’attualità svizzera della settimana.

Dopo accuse e controaccuse e la minaccia di Bellinzona di sospendere il contributo di due milioni di franchi promessi per i costi d’esercizio per la linea ferroviaria Stabio-Arcisate, il Ticino e la Lombardia hanno seppellito l’ascia di guerra. La schiarita è giunta in un incontro tra il presidente della regione Roberto Maroni e i due consiglieri di Stato ticinesi Manuele Bertoli e Claudio Zali.


A tener banco questa settimana è stato ancora una volta lo scottante dossier della libera circolazione tra Svizzera e Unione Europea. Secondo il rapporto pubblicato dalla Segreteria di Stato dell’economia, la forte immigrazione che ha accompagnato l’apertura del mercato del lavoro svizzero non ha provocato la sostituzione della manodopera indigena né il dumping salariale.

Di salari si è occupato anche il governo federale. Per la precisione di disparità salariali tra uomini e donne. Malgrado il principio di salario uguale per lavoro uguale sia sancito dalla Costituzione, il divario è ancora grande. Per questa ragione, il Dipartimento federale di giustizia e polizia, diretto dalla socialista Simonetta Sommaruga, ha presentato una revisione della Legge sulla parità dei sessi.


Da questa settimana è operativo il fondo d’indennizzo per le vittime dell’amianto, ideato soprattutto per le persone ammalatesi a causa dell’esposizione alla fibra ma che non ricevono nessuna prestazione dall’Assicurazione contro gli infortuni. A poter chiedere sostegno al nuovo fondo sono anche tutti quei lavoratori (e le loro famiglie) rimasti esposti all’amianto mentre lavoravano in Svizzera e che sono nel frattempo rientrati in patria. 


tvsvizzera.it/mar

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