Gli ufficiali vogliono 40 miliardi per l’esercito
La Società Svizzera degli Ufficiali (SSU), riunitasi in assemblea a Lugano, ha chiesto urgentemente maggiori risorse finanziarie per l'Esercito allo scopo di colmare le "gravi lacune" in materia di difesa.
Di fronte all’attuale “disordine geopolitico” e all’insicurezza crescente nella società la SSU vuole che l’esercito sia in grado di adempiere al suo mandato costituzionale di difesa. Per questo, le Forze armate svizzere devono investire almeno 40 miliardi di franchi entro il 2035 per evitare le “gravi lacune di capacità” evidenziatesi.
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Benché il Parlamento ha rinviato di 5 anni, dal 2030 al 2035 l’obiettivo di destinare l’1% del suo PIL alle forze armate, la politica, chiedono gli ufficiali elvetici, deve assumersi la responsabilità di tornare sui suoi passi. In alternativa viene proposto un prestito alla difesa rimborsabile.
Meno partenze verso il servizio civile
La SSU ha inoltre espresso il suo esplicito sostegno agli interventi parlamentari che mirano a “ridurre o rendere più difficile le partenze eccessive verso il servizio civile di coloro che sono abili al servizio militare”.
In ambito più politico gli ufficiali si sono detti favorevoli al modello dell’obbligo di prestare servizio di militare e per questo motivo bocciano la proposta di un servizio civico obbligatorio per tutti (donne comprese) in favore della collettività e dell’ambiente su cui è pendente un’iniziativa popolare.
Messaggio di Viola Amherd
All’incontro di Lugano erano presenti circa 200 delegati, il responsabile ticinese del Dipartimento federale degli affari esteri Ignazio Cassis e il capo dell’Esercito Thomas Süssli.
In un videomessaggio, la ministra della difesa e presidente della Confederazione Viola Amherd ha sottolineato che la sicurezza è nuovamente percepita come un bene prezioso e non è più come data per scontata. La popolazione, ha aggiunto, è sempre più convinta che la Confederazione debba investire di più e più rapidamente nelle capacità di difesa.
Fronda interna
Durante i lavori la SSU ha inoltre confermato il suo attuale presidente Dominik Knill per un altro anno. “Schweiz am Wochenende” aveva precedentemente riferito che una fronda interna voleva spodestare Dominik Knill.
Questi, accusato di essere troppo conciliante in ambito finanziario con la responsabile del Dipartimento della difesa Viola Amherd, è stato sfidato da Stefan Holenstein, suo predecessore alla testa della SSU e attuale responsabile dell’Associazione delle società militari svizzere (ASM). Dovrà attendere come minimo un altro anno per concretizzare il suo progetto.
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