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Ginevra, i frontalieri hanno il diritto di lavorare nel settore pubblico

Controlli in dogana, alla frontiera fra Svizzera e Francia.
Controlli in dogana, alla frontiera fra Svizzera e Francia. © Keystone / Jean-christophe Bott

Il Governo cantonale ha respinto al mittente un'iniziativa che chiedeva di escluderli dagli impieghi della pubblica amministrazione.

Il Governo ginevrino ha oggi, mercoledì, annunciato di avere dichiarato nulla un’iniziativa dell’MCG (Mouvement citoyens genevois) che intendeva escludere le lavoratrici e i lavoratori frontalieri dagli impieghi nell’amministrazione fiscale, nella Cancelleria, nella segreteria generale del Gran Consiglio e nella polizia cantonale. L’esecutivo ritiene che il testo sia contrario all’Accordo sulla libera circolazione delle persone e pertanto non sarà trasmesso al Parlamento.

Lo ha annunciato lo stesso Consiglio di Stato oggi al termine della sua seduta settimanale. L’iniziativa, denominata “Posti di lavoro statali: limitiamo i frontalieri”, era stata lanciata durante la campagna per le elezioni cantonali. Lo scorso maggio l’iniziativa era stata depositata corredata da 6’879 firme.

Le richieste e la risposta del Governo

Il testo puntava a riservare a chi risiede nel canton Ginevra o a chi possiede il passaporto elvetico una serie di impieghi statali. In altre parole, si voleva impedire che ad occupare posizioni sensibili fossero persone che beneficiano di un permesso G (quello appunto destinato alla forza lavoro frontaliera).

L’iniziativa, inoltre, specificava che persone straniere non residenti in Svizzera non dovessero poter ricoprire ruoli dirigenziali o nelle risorse umane dell’Amministrazione. Le persone già in carica avrebbero avuto un anno di tempo per adeguarsi, in caso contrario sarebbe scattato il licenziamento.

Secondo il Governo cantonale, l’Accordo sulla libera circolazione vieta qualsiasi discriminazione basata sulla nazionalità fra svizzeri e cittadini degli Stati membri dell’Unione europea. Ogni impiego deve essere esaminato singolarmente, sottolinea l’esecutivo, e non si può impedire l’accesso a settori interi dell’amministrazione.

Dura reazione dell’MCG

La reazione dell’MCG non si è fatta attendere. In una breve ma dura nota, il partito anticipa che farà ricorso: prima, però, attende i dettagli della decisione. Per la formazione di destra, il Governo, con un pretesto pseudo-giuridico, ha dimostrato di non osare affrontare la volontà popolare. I suoi membri, “come dei vigliacchi”, dimenticano che il loro ruolo consiste nel rispettare i valori democratici. “Il Consiglio di Stato ha rivelato il suo vero volto”, conclude il comunicato.


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