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I ghiacciai svizzeri continuano a ridursi

Ghiacciai svizzeri continuano a ridursi
Ghiacciai svizzeri continuano a ridursi Keystone-SDA

A causa delle scarse nevicate e del caldo, da lunedì i ghiacciai svizzeri cominceranno a perdere massa dopo aver già esaurito le riserve invernali, una data precocissima che preannuncia una grave stagione di scioglimento.

Lunedì le riserve di neve e ghiaccio accumulate durante l’inverno dai ghiacciai svizzeri saranno totalmente esaurite. Ciò significa che da quel momento i ghiacciai ricominceranno a perdere massa. Lo ha comunicato venerdì l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).

L’andamento attuale dello scioglimento segue da vicino quello registrato nel 2022, il peggiore finora in Svizzera, sottolinea la nota, intitolata “Il canto del cigno dei ghiacciai”.Collegamento esterno

Le cause sono da ricondurre agli spessori del manto nevoso in parte ai minimi storici nel mese di aprile, alla polvere sahariana di marzo e all’ondata di calore in corso.

Il momento in cui un ghiacciaio perde l’intera riserva di neve e ghiaccio accumulata durante l’inverno viene definito “Glacier loss day”. Finora, in base ai dati della rete svizzera di monitoraggio dei ghiacciai Glamos, questo giorno era caduto prima solo in un’occasione: nel 2022 era infatti stato il 26 giugno, in anticipo di tre giorni rispetto a quello di quest’anno, la cui data sarà appunto lunedì 29 giugno. In quell’anno i ghiacciai svizzeri hanno perso circa il 6% della loro massa nell’arco di un solo anno: un record assoluto dall’inizio delle misurazioni nel 1864.

In linea di principio, prima arriva questo giorno, più a lungo il ghiacciaio rimane esposto e indifeso di fronte alla calura estiva.

Perdita permanente

“Per un ghiacciaio sano, o persino in crescita, non esiste alcun Glacier Loss Day. Ciò significa che non ci si trova mai nella situazione in cui le riserve accumulate in inverno si esauriscono completamente”, aveva spiegato l’anno scorso il glaciologo Matthias Huss a Keystone-ATS. Il fatto che il giorno del ritiro si presenti ormai ogni anno dimostra che i ghiacciai svizzeri stanno perdendo massa in modo permanente.

Normalmente questo giorno scatta in agosto, in rari casi persino in settembre. Nel 2024, ad esempio, era caduto l’11 agosto.

Quest’anno, tuttavia, le condizioni di partenza per l’estate erano pessime. Le misurazioni effettuate in aprile e maggio da Glamos hanno evidenziato sui ghiacciai di tutto il Paese un deficit nevoso del 25% rispetto alla media degli anni compresi tra il 2010 e il 2020.

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I ghiacciai nelle Alpi svizzere hanno iniziato a ritirarsi circa 170 anni fa. All’inizio il fenomeno era timido: anni di perdite si alternavano a periodi di alcuni decenni in cui precipitazioni nevose e scioglimento si equilibravano. Da allora, lo scioglimento ha subito una forte accelerazione.

Dal 2000, il volume dei ghiacciai svizzeri si è ridotto di circa il 40%. Nel 2000 il volume di ghiaccio complessivo di tutti i ghiacciai elvetici era di 74,9 chilometri cubi, mentre nell’estate del 2025 era sceso a 45,1 chilometri cubi.

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